Cielo del mese

 

S O L E   L U N A
1 aprile 6:55 19:38   2 aprile Luna Piena 04h 12m
15 aprile 6:32 19:53   10 aprile Ultimo Quarto 06h 52m
30 aprile 6:09 20:10   17 aprile Luna Nuova 13h 52m
Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 1 ora e 18 minuti   24 aprile Primo Quarto 04h 32m
       

Regolo! La piccola Re, o, se preferite, la piccola principe, anche detta cor-leonis, il cuore del leone. La stella principale della costellazione del Leone che ancora in questo mese è ben visibile praticamente per tutta la notte, attraversando il meridiano a sud verso le 21:30 e tramontando a ovest dopo le quattro e mezza del mattino. Di magnitudine apparente 1.40, è una stella bianco-azzurra di Sequenza principale, distante 79 anni luce. Ha la caratteristica di ruotare su sé stessa in poco meno di 15 ore, che, confrontate con i 28 giorni del nostro Sole, è veramente una velocità da trottola. Tant’è che, confermate anche da misure interferometriche e spettroscopiche, la forma della stella, per effetto della forte rotazione, è uno sferoide schiacciato ai poli, come Giove, insomma. E poi non è sola. Regolo è un sistema quadruplo formato da due coppie di stelle! È il caso di dirlo, una bella doppia coppia al Re! La compagna di Regolo è una stella nana, mentre l’altra coppia è formata da due stelle nane, arancione la prima e rossa la seconda.

Del Leone e delle sue galassie abbiamo già ampiamente parlato nei mesi scorsi e quindi spostiamo lo sguardo a sud della Vergine, proprio al confine con la costellazione del Corvo. Qui risiede la galassia Sombrero, o M104, che in questo mese è ben visibile passando al meridiano nel mezzo delle ore di buio, ma purtroppo è sempre piuttosto bassa sull’orizzonte. È una galassia distante 28 milioni di anni luce da noi, dall’aspetto bizzarro, a forma appunto di sombrero, ben visibile anche con telescopi modesti. Il suo aspetto è dovuto alla presenza di una banda oscura vista quasi di taglio. Immagini più dettagliate come quelle riprese dal telescopio infrarosso Spitzer, sovrapposte alle immagini dell’Hubble Space Telescope mostrano la bellezza del disco, probabilmente dovuto all’interazione con un'altra galassia.

Alzando lo sguardo, sempre verso sud, in questo mese le costellazioni del Bootes, della Corona Boreale e di Ercole guadagnano spazio nel cielo con il passare dei giorni. Sopra queste costellazioni e tra le due Orse alte in cielo si nasconde una costellazione poco evidente e anche piuttosto trascurata. Il Dragone. Non è particolarmente ricca di oggetti. Nei suoi confini c'è la galassia M102 o galassia fuso. Più debole di M104, anch’essa mostra un disco, o forse un anello oscuro visto questa volta perfettamente di taglio. Il Dragone sembra rimanere lì, nascosta tra le altre più appariscenti, ma pronta a saltare fuori alla prima occasione. Se la testa del Dragone è al confine con la costellazione di Ercole, l’estremità della coda è sopra l’Orsa Maggiore e sembra indicare le due galassie M81 e M82. Quest’ultima è anche chiamata galassia sigaro, dal suo aspetto irregolare perché deformata da effetti mareali causati dalla sua compagna M81.

In questo mese la Luna è piena il 2 alle ore 4 e 12, all’ultimo quarto il 10 del mese alle 6 e 52, Luna nuova il 17 di aprile alle 13 e 52 e al primo quarto il 24 del mese alle 4 e 32.

Giove è ancora il pianeta più facilmente visibile in cielo nella costellazione dei Gemelli, tramontando dopo l’una e mezza di notte. La sera del 22 aprile sarà a braccetto con la Luna, prossima al primo quarto, nel mezzo dei due Gemelli. Seguiteli dal tramonto del Sole ben alti sull’orizzonte, fino a poco dopo la mezzanotte, quando tramonteranno sull’orizzonte ovest. Venere sta aumentando la distanza angolare dal Sole e si appresta a essere sempre più visibile dopo il tramonto ad ovest. Il giorno 19 è in congiunzione con la Luna di appena due giorni che mostra quindi una sottilissima falce. Saranno molto bassi sull’orizzonte, ma sarà un’occasione per bellissimi paesaggi astronomici. Subito dopo il calar del Sole, i due astri saranno visibili verso ovest offrendo una vista degna di un aprile primaverile.

E finiamo con lo sciame meteorico delle Liridi, il cui picco è aspettato la notte del 22 aprile. Il radiante è nella costellazione della Lira vicino alla stella Vega e quindi il periodo migliore per la loro osservazione è nella seconda parte della notte, sorgendo alle dieci di sera e culminando al meridiano quasi allo Zenit verso le cinque e mezza del mattino. Il tasso di meteore comunque non è molto alto, ma lo spicchio di Luna crescente non disturberà le osservazioni tramontando verso mezzanotte.

In attesa della primavera, godiamoci ancora per poco le costellazioni invernali

 

S O L E   L U N A
1 marzo 6:47 18:02   3 marzo Luna Piena 12h 38m
15 marzo 6:24 18:18   11 marzo Ultimo Quarto 10h 39m
31 marzo 6:57 19:36   19 marzo Luna Nuova 02h 23m
Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 1 ora e 24 minuti   25 marzo Primo Quarto 20h 18m
       

In attesa della primavera, godiamoci ancora per poco le costellazioni invernali del Toro, di Orione, dell’Auriga, dei Gemelli, ancora visibili nella prima parte della notte con le loro splendide nebulose e i ricchi ammassi stellari. Poi pian piano con il passare delle ore notturne e dei giorni, le costellazioni del Leone e della Vergine prima, del Boote, della Corona Boreale e di Ercole poi, daranno il cambio di meritato riposo.

Giove sarà praticamente l’unico pianeta facilmente visibile a occhio nudo per tutto l’arco della notte e per tutto il mese di marzo, tramontando al cospetto dei Gemelli verso le 3 e 30 del mattino a fine mese.

Urano, nella costellazione del Toro, tramonterà intorno alla mezzanotte, mentre gli altri sono ancora troppo vicini al Sole, in un allineamento diurno che li rende praticamente invisibili.

La Luna sarà piena il 3 marzo alle 12 e 38, all’ultimo quarto l’11 del mese alle 10 e 39, Luna nuova il 19 di marzo alle 2 e 23, e al primo quarto il 25 del mese alle 20 e 18.

Il 20 marzo il Sole si troverà a picco sull’equatore terrestre. È l’equinozio di primavera. Il Sole sarà sopra l’orizzonte per 12 ore; le ore diurne e notturne si eguaglieranno, e da questo momento le ore di buio diminuiranno. E al tramonto del Sole, in questo giorno, potremo ammirare una sottile falce di Luna stagliarsi nel cielo crepuscolare. Un augurio di buone serate rilassanti!

Ellittiche, a spirale, a spirale barrata, irregolari, a sigaro, ad hamburger, a sombrero, lenticolari e chi ne ha di più, più ne metta! Sono le forme più disparate delle galassie, isole cosmiche formate da centinaia di miliardi di stelle, con un buco nero supermassiccio al loro centro e con materia interstellare sparsa qua e là, e poi con nubi molecolari giganti e altre attrazioni astrofisiche e cosmologiche, tra cui anche la materia oscura che portano in grembo.

Ma, tralasciando questi aspetti, a noi osservatori del cielo, anche solo occasionalmente, interessa sapere che i mesi primaverili sono il periodo migliore per osservarle. I giorni più adatti in marzo sono a cavallo della metà del mese, e quindi tra il 7 e il 22 marzo, quando la Luna non disturba le osservazioni.

Oltre alle galassie vicino all’Orsa Maggiore già raccontate il mese scorso, e ben visibili anche in questo mese, concentriamo lo sguardo verso la principale costellazione di marzo: Il Leone, che transita al meridiano intorno alla mezzanotte e la cui stella principale è Regolo. Puntando il dito nel mezzo tra Regolo e la stella Chertan, possiamo già incontrare un assembramento di galassie tra cui spiccano per luminosità le tre catalogate da Messier M95, M96 e M105. Se poi ci spostiamo appena sotto la stella Chertan, all’inizio della zampa del felino incontreremo il bellissimo tripletto del Leone. Distante 35 milioni di anni luce da noi, è formato da tre splendide galassie a spirale: M66, M65 e NGC 3628, quest’ultima soprannominata, per la sua forma peculiare, Galassia Hamburger.

Spostandoci verso la costellazione, per la verità poco appariscente, della Chioma di Berenice, oltre all’importantissimo ammasso di galassie Abell 1656 o ammasso della Chioma, in questa costellazione si trova la galassia M64, chiamata in modo poco rassicurante galassia Occhio nero, oppure Occhio del diavolo, ma meglio anche galassia Bella addormentata per il suo aspetto da occhio dormiente.

Questa galassia ci fa da apripista per volgere lo sguardo poco più in basso, verso la costellazione della Vergine, che dà il nome all’ammasso di galassie più vicino a noi. Stiamo parlando dell’ammasso della Vergine al cui interno si contano migliaia di galassie, con le più brillanti ben visibili anche con telescopi amatoriali.

[…]

 

S O L E   L U N A
1 gennaio 7:40 16:51   3 gennaio Luna Piena 11h 03m
15 gennaio 7:37 17:06   10 gennaio Ultimo Quarto 16h 48m
31 gennaio 7:26 17:25   18 gennaio Luna Nuova 20h 52m
Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 48 minuti   26 gennaio Primo Quarto 05h 48m
       

Gonfio tronfio, scrisse Vinicio riferendosi al suo Corvo Torvo. Ma qui, immersi nella bellezza del cielo stellato, ci riferiamo al gonfio pallone celeste, a quella sfera un po’ appiattita, fatta principalmente di idrogeno molecolare e metallico, con un nucleo solido di ferro, che Galileo aveva già osservato e compreso con grande minuzia e costanza scientifiche: Giove, il gigante gassoso.

Il gonfio tronfio del Sistema solare, per nostra fortuna una stella mancata è un superbo pianeta. Il 9 gennaio si troverà alla distanza minima dalla Terra, a sole 4,23 unità astronomiche, ossia a 633.055.104 chilometri da noi, e poi, subito dopo, il 10 del mese, sarà all’opposizione. Ossia posizionato insieme alla Terra lungo un’unica linea retta che congiunge il Sole e i due pianeti.

Giove brilla in cielo di magnitudine -2,5 nella costellazione dei Gemelli, e in questo inizio di anno sarà sempre visibile per tutta la notte, transitando al meridiano all’una di notte all’inizio, e verso le 23 a fine mese. Già con un piccolo telescopio è possibile seguire il movimento orbitale dei suoi quattro satelliti più brillanti, i satelliti galileiani Io, Ganimede, Callisto ed Europa. Potremmo perciò ripercorrere le osservazioni di Galileo Galilei, annotando la loro posizione rispetto al disco del pianeta, giorno dopo giorno.

Si potranno osservare al telescopio le bande rossastre e, in condizioni di calma atmosferica, la Grande Macchia Rossa. Questo è il periodo perfetto per osservare le ombre dei satelliti che si proiettano sul disco del pianeta, transiti ed eclissi. Accadrà diverse volte, ma ci limitiamo a riportare le più importanti e facilmente osservabili.

Iniziamo subito con il primo del mese. Alle 19:14 Io apparirà alle spalle di Giove e se abbiamo pazienza di aspettare, mentre Io si allontana, Callisto, avvicinandosi verrà eclissato dall’ombra del pianeta 4 minuti dopo le 21:00. L’ombra più facilmente osservabile al telescopio sarà quella di Ganimede. Se abbiamo la forza di puntare la sveglia alle 3:00 del mattino del 7 gennaio, l’ombra di Ganimede apparirà sul disco di Giove, seguita subito dopo dal satellite stesso. Avremo modo di osservarla fin dopo le 6:00 del mattino.

Sempre il giorno 7, ma alla sera dopo le 21, sarà il turno di Io. Qui l’ombra più piccola sarà molto vicina al satellite in transito, a differenza di quella di Ganimede. Io si ripeterà alle 4:45 fino alle 7 del mattino del 13 gennaio, quando Giove sarà ormai basso sull’orizzonte ovest. Il giorno 11 gennaio, a partire dalle 18:50 Europa transiterà sul disco di Giove e così pure la sua ombra subito dopo con il pianeta che si troverà a una ventina di gradi sopra l’orizzonte est, poi Europa finirà il suo passaggio alle 21:45. E infine, da poco dopo le 21 del 26 gennaio, Callisto transiterà sul pianeta, ma la sua ombra in forte ritardo si inizierà a vedere a partire dalle 2:10 del 27 gennaio, quando Callisto avrà già superato il disco del pianeta.

La nostra Luna sarà piena il 3 gennaio alle 11:03, all’ultimo quarto il 10 del mese alle ore 16:48, Luna nuova il 18 gennaio alle 20:52 e al primo quarto il 26 del mese alle ore 5:48.

La sera del 27 il nostro satellite sfiorerà le Pleiadi. Seguendo l’avvicinamento della Luna all’ammasso, da dopo il tramonto fino a tarda notte potremmo notare effettivamente il movimento della Luna rispetto alle stelle lontane. Un binocolo potrà rendere l’osservazione più piacevole. Nelle notti senza Luna potremo godere della presenza in cielo delle splendide costellazioni invernali. Il periodo migliore per osservarle insieme agli oggetti di profondo cielo, quali ammassi e nebulose ben visibili in questa stagione, è tra il 9 e il 28 del mese.

La costellazione dell’Auriga con i suoi ammassi stellari; quella dei Gemelli con M35, bellissimo ammasso vicino al piede di Castore; la costellazione di Orione con la sua grande nebulosa M42; la costellazione del Toro con il resto della supernova M1 o nebulosa Granchio; M44, l’ammasso del Presepe, nella costellazione del Cancro, in questo periodo inizia a essere ben alto sull’orizzonte. E infine non perdetevi l’ammasso M41, sotto la stella Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore.

Proprio Sirio, dopo la Luna e Giove, sarà l’astro più brillante del cielo. Facilmente rintracciabile prolungando verso il basso le tre stelle della cintura di Orione, Sirio è anche detta stella canicola. Con una distanza di soli 8,6 anni luce ed una luminosità di ben 25 volte quella del Sole, è la stella più brillante del cielo notturno. Sebbene sia visibile in inverno, sorgendo tra fine luglio e inizio agosto insieme al Sole, nell’antichità si riteneva che potesse contribuire ad aumentare il caldo estivo.

Ma innalzamenti di temperatura a parte, volgiamo lo sguardo verso Nord, al calar della sera. La costellazione dell’Orsa Maggiore – o se preferite l’asterismo del Grande Carro – sarà bassa sull’orizzonte. Con il passar delle ore sembrerà alzarsi sulla verticale in un numero di perfetto equilibrismo, fino a iniziare una maestosa ruota intorno alla Stella Polare. Si prenderà prima l’applauso a notte inoltrata, ben dopo la mezzanotte, mostrandosi alta nel cielo quasi allo zenith. Poi completerà la ruota verso nord-ovest al sorgere del Sole.

E infine non perdete l’occasione di osservare le Quadrantidi, uno dei tre sciami meteorici più intensi, in grado di produrre oltre cento meteore all’ora. Queste meteore offrono uno spettacolo abbagliante ma di breve durata all’inizio del mese, essendo attive fino al 12 gennaio. Il picco di attività è atteso per la sera del 3 gennaio. Purtroppo, in questa notte la Luna sarà Piena e la loro visibilità sarà molto ridotta a causa della luce del nostro satellite.

E per questo mese è tutto, tra ombre, transiti ed equilibrismi ci auguriamo un nuovo anno di tante notti stellate.

 

S O L E   L U N A
1 febbraio 7:25 17:27   1 febbraio Luna Piena 23h 09m
15 febbraio 7:08 17:45   9 febbraio Ultimo Quarto 13h 43m
28 febbraio 6:49 18:01   17 febbraio Luna Nuova 13h 01m
Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 1 ora e 10 minuti   24 febbraio Primo Quarto 13h 28m
       

Prepariamoci già da questo mese a compiere i nostri rituali preferiti. Il primo febbraio la Luna sarà Piena e, con lei, cerchiamo di pianificare i buoni propositi per le notti ad avvenire. Facciamoci ispirare dal suo viso sempre splendente, che muta ogni giorno con un periodo SINODICO, delle fasi lunari di circa 29 giorni e mezzo.

In questo giorno la Luna sorgerà a EST poco prima delle 17, sarà piena alle 23:09, ci accompagnerà per tutta la notte e poi tramonterà a OVEST dopo le 7 e mezza del mattino del 2 febbraio. In questa notte sarà anche molto vicina all’ammasso del Presepe, M44, nella costellazione del Cancro.

Se avete abusato con il rituale dell’insonnia, a partire dalle 2 e mezza del 3 febbraio, la Luna si avvicinerà sempre più a Regolo, la stella principale della costellazione del Leone. Alta in cielo guardando verso SUD, raggiungerà la minima distanza dalla stella verso le 5 del mattino quando entrambi gli astri si abbasseranno sempre più verso l’orizzonte ovest per poi tramontare alle luci dell’alba. La nostra compagna Luna posticiperà di giorno in giorno sia il suo sorgere che il suo tramonto per trovarsi all’ultimo quarto il giorno 9 del mese quando si alzerà dall’orizzonte a mezzanotte e tramonterà alle 10 del mattino.

In questo periodo, grazie ancora alle poche ore di luce, guardando verso sud, potremo ammirare nella prima parte della notte le costellazioni che hanno primeggiato nei mesi scorsi. Il Toro, Orione e ancora ben alte in cielo, la costellazione dei Gemelli e quella dell’Auriga.

Con lo scorrere dei giorni del mese, la Luna si appresta quindi a prendersi una pausa dalla vista e sarà Nuova il giorno 17 del mese. Questi sono giorni in cui ci permetterà di osservare il cielo stellato in tutta la sua maestosità, sempre che non sia spento dalle luci artificiali. E allora potremmo anche spingerci oltre la mezzanotte e osservare verso sud le costellazioni del Cancro e del Leone. E già verso est brillerà la stella Arturo nel Boote.

Al centro M81, a destra M82 e in alto a sinistra NGC3077E allora dai, in questa metà di febbraio alziamo lo sguardo quasi allo zenit. Verso mezzanotte la costellazione dell’Orsa Maggiore ci guarderà da lassù. Meglio conosciuta come Grande Carro nasconde dei veri gioielli del profondo cielo: due galassie vicine tra loro e tra le più facili da osservare con un modesto telescopio. La prima, M81 o galassia di Bode, è una galassia a spirale piuttosto luminosa distante 12 milioni di anni luce da noi e osservata per la prima volta dall’astronomo tedesco Johann Elert Bode nel 1774. La seconda, M82, o Galassia Sigaro, distante dalla prima solo 200.000 anni luce, è una galassia irregolare probabilmente deformata dall’incontro con M81 avvenuto qualche centinaio di milioni di anni fa. Le due galassie si possono trovare in cielo non distanti dalle ultime due ruote del Grande Carro verso il capocollo dell’Orsa.

Dalla parte opposta, vicino alla stella Mirak, c’è un’altra galassia interessante: M108, la galassia Tavola da Surf, una galassia a spirale vista di taglio e distante 45 milioni di anni luce da noi. Prospetticamente poco distante da M108 si può osservare, sempre con un telescopio, la nebulosa Civetta o nebulosa Gufo, M97. Una splendida nebulosa planetaria di forma sferica, con due condensazioni più scure che, all’osservazione al telescopio, sembrano i due occhi dei pennuti notturni.

Terminiamo il viaggio tra gli oggetti dell’Orsa Maggiore con M101, o Galassia Girandola. Una bellissima galassia a spirale vista di fronte con i bracci particolarmente strutturati a forma di ruota giocattolo.

Ma questa è una zona di cielo particolarmente ricca di galassie e, spostandoci poco sotto il timone del Grande Carro o sotto la coda dell’Orsa, nella costellazione dei Cani da caccia, c'è un curioso semicerchio di galassie. Partendo dalla spettacolare doppia galassia M51, o Galassia Vortice, procediamo con M63, o Galassia Girasole, e poi con M94, poco distante dalla stella Cor Caroli, continuiamo con M106, che mostra intense emissioni radio e a raggi X per un probabile collasso di materia all’interno di un buco nero supermassiccio posizionato al suo centro.

Infine, tornando nella costellazione dell’Orsa, la galassia M109 o dell’aspirapolvere, una spirale barrata distante 55 milioni di anni luce.

E così, La Luna, da Nuova, inizia timidamente a farsi notare al tramonto. Il 19 febbraio, bassissima sull’orizzonte ovest, una sottile appena percettibile falce di luna, ancora immersa nelle luci del Sole intorno alle 6 di sera, sarà vicina a Saturno e sopra a Mercurio e poi a Venere. Poi ritarderà sempre più il suo tramonto, la falce di Luna crescerà sempre più, sarà ben visibile la luce cinerea, ossia la percettibile luminosità del disco non illuminato dal Sole. E raggiungerà il primo quarto il 24 del mese quando sarà anche vicino all’ammasso delle Pleiadi. I due astri saranno ben visibili da dopo il tramonto del Sole fino a dopo la mezzanotte. Con un binocolo avremo modo di osservarli entrambi ad una distanza poco meno di dieci gradi. E prima di salutarci, la Luna, quasi di nuovo Piena farà visita a Giove. Da seguire la sera del 26 e del 27 febbraio entrambi nella costellazione dei Gemelli.

E siamo giunti così a fine mese, in questo corto ma intenso febbraio, sperando che abbiate ritagliato qualche minuto a guardare la nostra Luna, unica che mai, sempre lì ad osservarci in silenzio. Chissà che penserà di noi?

 

Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Galassia_di_Bode#/media/File:Messier_81_Messier_82_(M81,_M82)_Galaxy_Group.jpg

Licenza CC BY-SA 4.0

 

S O L E   L U N A
1 dicembre 7:20 16:42   5 dicembre Luna Piena 00h 13m
15 dicembre 7:33 16:41   11 dicembre Ultimo Quarto 21h 52m
31 dicembre 7:40 16:50   20 dicembre Luna Nuova 02h 44m
Quest'anno il solstizio d'inverno cade il 21 dicembre alle h. 16:03 minuti   27 dicembre Primo Quarto 20h 10m
       

Amanti e curiosi del cielo, questo è il mese con più ore di buio e quindi sfruttiamole per meravigliarci del cielo stellato e delle amenità che ci offre. Il 21 del mese è il giorno del solstizio d’inverno, il Sole rimarrà sopra l’orizzonte per circa 9 ore soltanto e si troverà al suo punto di minima declinazione celeste. Tutte le restanti ore sono per noi.

Se all’imbrunire e nella prima parte della notte Pegaso e Andromeda e poi Perseo passano vicino allo Zenit, ben dopo cena saranno il Toro, l’Auriga, Orione e poi i Gemelli a riempirci lo sguardo di bellezza. Sono costellazioni facilmente riconoscibili.

La costellazione del Toro con il muso a V ben evidente anche grazie all’ammasso delle Iadi, l’occhio rosso di Aldebaran, il collo muscoloso completato dalle bellissime Pleiadi. E poi le due corna con in mezzo la nebulosa Granchio, resto di supernova del 1054 e oggetto studiatissimo a tutte le lunghezze d’onda, dalle onde radio ai raggi gamma.

E poi, la costellazione dell’Auriga, il Cocchiere, con la stella Elnath in comune con quella del Toro, è un grosso pentagono nel cielo con nascoste vere chicche astronomiche. Per esempio Epsilon Aurigae, il sistema binario con la stella principale supergigante di classe F0 e la compagna, che nel 2010 è stata scoperta essere avvolta da un disco sottilissimo di polveri che ci appare esattamente di taglio, rendendo così conto della strana variabilità della stella principale. L’Auriga è sede anche di tre bellissimi ammassi aperti, appena percettibili con un buon binocolo ma ben visibili anche con modesti telescopi: stiamo parlando di M36, M37 e M38.

A sinistra del Cocchiere, le due stelle Castore e Polluce ci deliziano con il loro luccichio. Sono i due astri principali dei Gemelli, bellissima costellazione anch’essa, facilmente riconoscibile dalle due stelle simili in luminosità. Vicino al piede di Castore c’è l’ammasso aperto M35, facilmente visibile con un binocolo e bellissimo al telescopio. E per non perdere l’abitudine di osservare ammassi stellari aperti, in questo periodo ce ne sono molti altri, tra i più luminosi osservati dall’astronomo Messier, sono circa una quindicina, oltre quelli già citati. Ma uno in particolare è a mio avviso molto bello e anche facile da trovare: M41, ammasso del Piccolo Alveare. Facilmente rintracciabile sotto la stella Sirio, la più brillante del cielo, è gradevolmente osservabile con un binocolo e stupendo con un piccolo telescopio. Merita un pensiero e anche uno sguardo attento.

In dicembre la Via Lattea attraversa il cielo da sudest a nordovest passando per lo zenit e il disco galattico è ricco di addensamenti stellari e nebulose. Stiamo puntando i nostri occhi in direzione dei bracci esterni, principalmente quello di Perseo e quello più esterno del Cigno. Stiamo osservando il cielo dal nostro quartiere, dallo sperone di Orione, braccio secondario che si trova tra quello più interno del Sagittario e quello periferico appunto di Perseo. Abitiamo proprio qui. Nella periferia galattica, zona minore tra due bracci a spirale ma non meno importante, zona che anche da un punto di vista scientifico merita attenzione e rispetto. ...

E allora soffermiamoci su Orione, il grande cacciatore. Spettacolare costellazione. I cieli invernali, bui e tersi, ne rendono giustizia. In questa costellazione è racchiuso quasi tutto il sapere dell’astrofisica stellare, dalla nascita alla morte dele stelle. Visto anche il periodo, concentriamo il nostro sguardo sulla grande nebulosa di Orione, la capanna dove nascono nuove stelle in questo affascinante presepe astronomico. Facile da trovare, nella Spada di Orione, sotto la cintura del cacciatore, facile da osservare, percettibile anche ad occhio nudo come una stella sfocata. Visibile con un binocolo anche in cieli inquinati dalle luci cittadine, al telescopio è semplicemente favolosa! Dalla grande nebulosa di Orione muoviamoci verso Betelgeuse, la sua spalla rossa in alto a sinistra. Nel cammino incontreremo la stella Alnitak, la stella più in basso del trittico della cintura. Lì vicino, ma visibile solo in immagini a lunga posa, c’è la nebulosa Testa di cavallo. Una conformazione di nubi oscure dalla forma particolarmente suggestiva che sembra essere stata disegnata appositamente.

Il nostro viaggio attraverso lo sperone di Orione finisce qui. Rientriamo pure a casa, all’interno del Sistema Solare, sulla nostra Terra, e godiamoci ancora per un po’ quello che il cielo di dicembre ci offre.

La Luna è piena il giorno 5 alle ore 00:13 CET, è all’ultimo quarto l’11 dicembre alle ore 21:52, è Luna nuova il 20 del mese alle ore 2:44 ed è al primo quarto il 27 dicembre alle ore 20:10.

Giove, nella costellazione dei Gemelli, è il pianeta che ci accompagnerà per tutte le notti dicembrine, visibile dalle otto di sera, al suo sorgere, fino all’alba. Il giorno 7 la Luna ci passerà vicino, accarezzando la testa di Polluce. Saturno sarà ben visibile nella prima parte della sera, verso sud all’imbrunire, per poi tramontare a ovest verso le undici di sera. E Mercurio? … A Mercurio piace la luce. Non si discosta mai tanto dal sole da essere facilmente osservabile. Chi vuole cimentarsi nella sua osservazione può cercare di guardarlo la mattina prima del sorgere del Sole. Il giorno migliore è il 7 dicembre dopo le 6 del mattino fino a circa le 7, basso sull’orizzonte est sud-est.

E per prepararci al nuovo anno, con la speranza che sia sempre migliore di quello passato, i fuochi d’artificio li possiamo osservare provenienti dal cielo. Lo sciame meteorico delle Geminidi, tra i più ricchi e belli, è attivo in dicembre dal 6 al 16. Raggiunge il picco nella notte tra il 13 e il 14 del mese. La Luna, appena passato l’ultimo quarto, sarà decrescente e rischiarerà il cielo solo nella seconda parte della notte. Quindi non dovrebbe disturbare troppo l’osservazione dello sciame. Le notti sono lunghe e avremo la possibilità di esprimere il desiderio per il prossimo anno. …

 

Crediti: NASA, ESA, M. Robberto (Space Telescope Science Institute/ESA) and the Hubble Space Telescope Orion Treasury Project Team - http://hubblesite.org/newscenter/newsdesk/archive/releases/2006/01/ https://www.spacetelescope.org/news/heic0601/