| S O L E | L U N A | |||||
| 1 maggio | 6:08 | 20:11 | 1 maggio | Luna Piena | 19h 23m | |
| 15 maggio | 5:52 | 20:26 | 9 maggio | Ultimo Quarto | 23h 11m | |
| 31 maggio | 5:39 | 20:40 | 16 maggio | Luna Nuova | 22h 01m | |
| Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 58 minuti | 23 maggio | Primo Quarto | 13h 11m | |||
| 31 maggio | Luna Piena | 21h 30m | ||||
La particolarità di questo mese è la presenza di DUE Lune piene. La prima Luna piena sarà proprio il primo giorno del mese. All’opposto del Sole, sorgerà alle otto e mezza di sera e tramonterà poco prima delle sei del mattino del giorno dopo. La seconda Luna piena del mese, la cosiddetta “Luna blu”, sarà il 31 maggio e sorgerà alle nove e mezza di sera per poi tramontare alle cinque e mezza del primo giugno.
E continuando con le fasi lunari oltre la Luna piena, il nostro satellite sarà all’ultimo quarto il 9 del mese, Luna nuova il 16 e al primo quarto il 23 di maggio. E proprio con la Luna al primo quarto, se abbiamo a portata un telescopio, potremmo vedere la lettera ‘X‘ apparire sul terreno lunare incastonata tra i crateri Blanchinus, Lacaille e Purbach, in un gioco dinamico di luci e ombre. Se si ha pazienza, si potrà iniziare ad osservare la Luna dalle 22 e 30 e, man mano che la luce avanza sul terminatore, si vedrà apparire la lettera ‘X‘ dopo le 23. Se fossimo in quel punto sulla Luna vedremmo il Sole sorgere e illuminare le nostre facce. Un’altra conformazione lunare, sempre visibile il 23 maggio, e sempre all’oculare di un telescopio, appare nella zona del Sinus Medii, al margine del cratere Ukert. Questa volta è la lettera ‘V’ ad essere ben visibile sul suolo lunare.
Rimanendo in tema lunare, le sere del 18, 19 e 20 maggio la Luna darà spettacolo insieme a Giove e Venere in un allineamento prospettico bello da seguire dopo il tramonto del Sole sull’orizzonte ovest, dalle nove di sera fin verso le dieci. Nei tre giorni La luna sarà prima sotto Venere, poi il 19 tra Venere e Giove e infine, il terzo giorno, appena sopra Giove.
Giove e Venere saranno i pianeti più facilmente visibili in questo mese. Dopo il tramonto del Sole splenderanno a ovest rispettivamente di magnitudine circa -2 e -4. Il 31 del mese, la coppia sarà protagonista di un allineamento insieme a Mercurio, prossimo al tramonto. Da seguire a partire dall’imbrunire fin verso le 23, sempre sull’orizzonte Ovest.
In maggio sono attivi ben due sciami meteorici. Il principale è quello delle Eta Aquaridi, la cui cometa genitrice è la ben nota cometa di Halley. Sciame già attivo dal mese di aprile, raggiunge il suo picco intorno al 6 di maggio, con il massimo di visibilità nelle ore precedenti all'alba. L’altro sciame del mese, sebbene più debole, è quello delle Eta Liridi, con un periodo di attività tra il 7 e il 12 maggio, e il picco di attività nella notte tra il 9 e il 10 del mese. Il momento migliore per l’osservazione di questo sciame è dalla tarda notte alle prime ore del mattino.
Per chi vuole effettuare escursioni attraverso le costellazioni, i giorni più adatti sono tra il 6 e il 20 maggio. La Luna in quei giorni non disturberà le osservazioni. Ai primi bui sarà visibile ancora il Leone e la costellazione della Vergine, con l’Orsa Maggiore ancora alta in cielo. Poi con l’avanzare della notte e dei giorni, lasceranno spazio alla costellazione del Boote, con Arturo stella principale di questo mese e poi Ercole, che porta con sé gli ammassi globulari M92 e M13, quest’ultimo visibile anche con un binocolo.
In mezzo a questi due energumeni, c’è una piccola e discreta costellazione che non ha particolari oggetti di profondo cielo nei suoi confini, ma con la sua forma di semicerchio è semplicemente bella. È la Corona Boreale, con la sua stella principale Alphecca, o meglio perla della corona, o chiamata anche Gemma. È una binaria ad eclisse distante da noi 75 anni luce la cui componente principale è una stella bianca mentre la compagna è una stella simile al nostro Sole. E intanto che ci deliziamo con la corona di gemme, iniziano a farsi notare verso est le costellazioni estive della Lira con Vega già alta sull’orizzonte e poi il Cigno ad annunciare l’arrivo in cielo della Via Lattea.