Amanti e curiosi del cielo, questo è il mese con più ore di buio e quindi sfruttiamole per meravigliarci del cielo stellato

 

S O L E   L U N A
1 dicembre 7:20 16:42   5 dicembre Luna Piena 00h 13m
15 dicembre 7:33 16:41   11 dicembre Ultimo Quarto 21h 52m
31 dicembre 7:40 16:50   20 dicembre Luna Nuova 02h 44m
Quest'anno il solstizio d'inverno cade il 21 dicembre alle h. 16:03 minuti   27 dicembre Primo Quarto 20h 10m
       

Amanti e curiosi del cielo, questo è il mese con più ore di buio e quindi sfruttiamole per meravigliarci del cielo stellato e delle amenità che ci offre. Il 21 del mese è il giorno del solstizio d’inverno, il Sole rimarrà sopra l’orizzonte per circa 9 ore soltanto e si troverà al suo punto di minima declinazione celeste. Tutte le restanti ore sono per noi.

Se all’imbrunire e nella prima parte della notte Pegaso e Andromeda e poi Perseo passano vicino allo Zenit, ben dopo cena saranno il Toro, l’Auriga, Orione e poi i Gemelli a riempirci lo sguardo di bellezza. Sono costellazioni facilmente riconoscibili.

La costellazione del Toro con il muso a V ben evidente anche grazie all’ammasso delle Iadi, l’occhio rosso di Aldebaran, il collo muscoloso completato dalle bellissime Pleiadi. E poi le due corna con in mezzo la nebulosa Granchio, resto di supernova del 1054 e oggetto studiatissimo a tutte le lunghezze d’onda, dalle onde radio ai raggi gamma.

E poi, la costellazione dell’Auriga, il Cocchiere, con la stella Elnath in comune con quella del Toro, è un grosso pentagono nel cielo con nascoste vere chicche astronomiche. Per esempio Epsilon Aurigae, il sistema binario con la stella principale supergigante di classe F0 e la compagna, che nel 2010 è stata scoperta essere avvolta da un disco sottilissimo di polveri che ci appare esattamente di taglio, rendendo così conto della strana variabilità della stella principale. L’Auriga è sede anche di tre bellissimi ammassi aperti, appena percettibili con un buon binocolo ma ben visibili anche con modesti telescopi: stiamo parlando di M36, M37 e M38.

A sinistra del Cocchiere, le due stelle Castore e Polluce ci deliziano con il loro luccichio. Sono i due astri principali dei Gemelli, bellissima costellazione anch’essa, facilmente riconoscibile dalle due stelle simili in luminosità. Vicino al piede di Castore c’è l’ammasso aperto M35, facilmente visibile con un binocolo e bellissimo al telescopio. E per non perdere l’abitudine di osservare ammassi stellari aperti, in questo periodo ce ne sono molti altri, tra i più luminosi osservati dall’astronomo Messier, sono circa una quindicina, oltre quelli già citati. Ma uno in particolare è a mio avviso molto bello e anche facile da trovare: M41, ammasso del Piccolo Alveare. Facilmente rintracciabile sotto la stella Sirio, la più brillante del cielo, è gradevolmente osservabile con un binocolo e stupendo con un piccolo telescopio. Merita un pensiero e anche uno sguardo attento.

In dicembre la Via Lattea attraversa il cielo da sudest a nordovest passando per lo zenit e il disco galattico è ricco di addensamenti stellari e nebulose. Stiamo puntando i nostri occhi in direzione dei bracci esterni, principalmente quello di Perseo e quello più esterno del Cigno. Stiamo osservando il cielo dal nostro quartiere, dallo sperone di Orione, braccio secondario che si trova tra quello più interno del Sagittario e quello periferico appunto di Perseo. Abitiamo proprio qui. Nella periferia galattica, zona minore tra due bracci a spirale ma non meno importante, zona che anche da un punto di vista scientifico merita attenzione e rispetto. ...

E allora soffermiamoci su Orione, il grande cacciatore. Spettacolare costellazione. I cieli invernali, bui e tersi, ne rendono giustizia. In questa costellazione è racchiuso quasi tutto il sapere dell’astrofisica stellare, dalla nascita alla morte dele stelle. Visto anche il periodo, concentriamo il nostro sguardo sulla grande nebulosa di Orione, la capanna dove nascono nuove stelle in questo affascinante presepe astronomico. Facile da trovare, nella Spada di Orione, sotto la cintura del cacciatore, facile da osservare, percettibile anche ad occhio nudo come una stella sfocata. Visibile con un binocolo anche in cieli inquinati dalle luci cittadine, al telescopio è semplicemente favolosa! Dalla grande nebulosa di Orione muoviamoci verso Betelgeuse, la sua spalla rossa in alto a sinistra. Nel cammino incontreremo la stella Alnitak, la stella più in basso del trittico della cintura. Lì vicino, ma visibile solo in immagini a lunga posa, c’è la nebulosa Testa di cavallo. Una conformazione di nubi oscure dalla forma particolarmente suggestiva che sembra essere stata disegnata appositamente.

Il nostro viaggio attraverso lo sperone di Orione finisce qui. Rientriamo pure a casa, all’interno del Sistema Solare, sulla nostra Terra, e godiamoci ancora per un po’ quello che il cielo di dicembre ci offre.

La Luna è piena il giorno 5 alle ore 00:13 CET, è all’ultimo quarto l’11 dicembre alle ore 21:52, è Luna nuova il 20 del mese alle ore 2:44 ed è al primo quarto il 27 dicembre alle ore 20:10.

Giove, nella costellazione dei Gemelli, è il pianeta che ci accompagnerà per tutte le notti dicembrine, visibile dalle otto di sera, al suo sorgere, fino all’alba. Il giorno 7 la Luna ci passerà vicino, accarezzando la testa di Polluce. Saturno sarà ben visibile nella prima parte della sera, verso sud all’imbrunire, per poi tramontare a ovest verso le undici di sera. E Mercurio? … A Mercurio piace la luce. Non si discosta mai tanto dal sole da essere facilmente osservabile. Chi vuole cimentarsi nella sua osservazione può cercare di guardarlo la mattina prima del sorgere del Sole. Il giorno migliore è il 7 dicembre dopo le 6 del mattino fino a circa le 7, basso sull’orizzonte est sud-est.

E per prepararci al nuovo anno, con la speranza che sia sempre migliore di quello passato, i fuochi d’artificio li possiamo osservare provenienti dal cielo. Lo sciame meteorico delle Geminidi, tra i più ricchi e belli, è attivo in dicembre dal 6 al 16. Raggiunge il picco nella notte tra il 13 e il 14 del mese. La Luna, appena passato l’ultimo quarto, sarà decrescente e rischiarerà il cielo solo nella seconda parte della notte. Quindi non dovrebbe disturbare troppo l’osservazione dello sciame. Le notti sono lunghe e avremo la possibilità di esprimere il desiderio per il prossimo anno. …

 

Crediti: NASA, ESA, M. Robberto (Space Telescope Science Institute/ESA) and the Hubble Space Telescope Orion Treasury Project Team - http://hubblesite.org/newscenter/newsdesk/archive/releases/2006/01/ https://www.spacetelescope.org/news/heic0601/