
La notizia del mese è che, dopo un decennio di progettazione, il 13 aprile dovrebbe essere lanciato il satellite JUICE, ovvero Jupiter Icy Moons. Il suo obiettivo, come facilmente intuibile, è quello di avvicinarsi a Giove e, in particolare, studiare le sue lune ghiacciate, Ganimede ed Europa.
Europa (la seconda luna in ordine di distanza da Giove), è ricoperta da uno strato di ghiaccio e presenta dell’acqua liquida al di sotto e questo, unito alla vicinanza a Giove che potrebbe farle ricevere calore sufficiente, ha suggerito agli astronomi che potrebbero esserci tra le sue acque delle tracce di vita così come la conosciamo. Che poi è anche uno degli obiettivi di JUICE.
Su Ganimede la sonda avrà come obiettivi quelli di studiare gli oceani e rilevare eventuali bacini d’acqua sotterranei; determinare le proprietà fisiche delle croste ghiacciate; studiare la distribuzione della massa e l’atmosfera del satellite; studiare il campo magnetico di Ganimede e le sue interazioni con quello di Giove. Si prevede che successivamente JUICE possa estendere questo genere di rilevazioni anche a Callisto.
Dopo una serie di flyby, il primo dei quali previsto ad agosto 2024 intorno alla Luna, si prevede l’arrivo in orbita intorno a Ganimede per dicembre 2034.
I pianeti
Purtroppo, però, Giove non sarà visibile in queste notti di primavera. Il pianeta con la migliore visibilità, infatti, sarà Venere, che però sorge sui nostri orizzonti intorno alle 8:20 per poi tramontare intorno alle 23 (quasi a mezzanotte a fine mese).
Più notturno, invece, Marte, anche se la sua visibilità non sarà buona come quella di Venere: il Pianeta Rosso, infatti, pur sorgendo a metà mattina, proseguirà a essere alto sopra l’orizzonte fino alle 2 di notte per poi tramontare sempre un po’ prima man mano che aprile si dirige verso la sua conclusione.
Saturno, invece, che tramonta a metà pomeriggio, sorgerà nelle prime ore prima dell’alba: all’inizio del mese intorno alle 5:30 per poi anticipare sempre di più il suo sorgere quando a fine mese si alzerà sopra l’orizzonte una decina di minuti prima delle 4.
Le costellazioni
Volgendo lo sguardo verso oriente troviamo, bassa sull’orizzonte, la stella Vega nella costellazione della Lira che, insieme a Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila, formano l’asterismo noto come Triangolo estivo.
Vicino allo zenit, invece, troviamo la costellazione della Chioma di Berenice, l’unica costellazione del cielo stellato dedicata a un personaggio storico, Berenice II, moglie di Tolomeo III, discendente diretto del Tolomeo che fu uno dei condottieri di Alessandro Magno.
Poco più a sud troviamo Spica della Vergine. E sia la costellazione della Vergine, sia la Chioma di Berenice sono particolarmente ricche di oggetti del profondo cielo da osservare, molti dei quali sono presenti nel catalogo redatto da Charles Messier e pubblicato per la prima volta nel 1774.
Tra gli oggetti presenti nell’area non possiamo non citare l’Ammasso della Chioma, che si trova a circa 350 milioni di anni luce dalla Terra.
Restando nella costellazione della Vergine, al confine con la costellazione del Serpente troviamo M5, un ammasso globulare visibile da entrambi gli emisferi, la cui età è stata stimata intorno ai 13 miliardi di anni, quindi nato non molto dopo il Big Bang.
Altri due oggetti interessanti sono anche M13, un ammasso globulare nella costellazione di Ercole e l’Ammasso doppio del Perseo, costituito, come dice il nome, da due ammassi, tra i più fotografati nel cielo notturno.
A sud-est, con l’avanzare delle ore e dei giorni, apparirà sull’orizzonte la brillante e rossa stella Antares, il “cuore” dello Scorpione, circondata da un lato da stelle azzurre.
A ovest, al sorgere dello Scorpione corrisponde il tramontare della brillante costellazione di Orione e di Sirio, la brillantissima stella bianco-azzurrognola che dominava i cieli invernali. I Gemelli sono ancora visibili, ma ancora per poco.
Infine a nord, è possibile osservare il ramo della Via Lattea della costellazione di Cassiopea, molto bassa sull’orizzonte e dalla caratteristica disposizione a “W” delle sue stelle principali.
Fonte immagine: Wikipedia