Cielo del mese
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| S O L E | L U N A | |||||
| 1 gennaio | 7:40 | 16:51 | 3 gennaio | Luna Piena | 11h 03m | |
| 15 gennaio | 7:37 | 17:06 | 10 gennaio | Ultimo Quarto | 16h 48m | |
| 31 gennaio | 7:26 | 17:25 | 18 gennaio | Luna Nuova | 20h 52m | |
| Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 48 minuti | 26 gennaio | Primo Quarto | 05h 48m | |||
Gonfio tronfio, scrisse Vinicio riferendosi al suo Corvo Torvo. Ma qui, immersi nella bellezza del cielo stellato, ci riferiamo al gonfio pallone celeste, a quella sfera un po’ appiattita, fatta principalmente di idrogeno molecolare e metallico, con un nucleo solido di ferro, che Galileo aveva già osservato e compreso con grande minuzia e costanza scientifiche: Giove, il gigante gassoso.
Il gonfio tronfio del Sistema solare, per nostra fortuna una stella mancata è un superbo pianeta. Il 9 gennaio si troverà alla distanza minima dalla Terra, a sole 4,23 unità astronomiche, ossia a 633.055.104 chilometri da noi, e poi, subito dopo, il 10 del mese, sarà all’opposizione. Ossia posizionato insieme alla Terra lungo un’unica linea retta che congiunge il Sole e i due pianeti.
Giove brilla in cielo di magnitudine -2,5 nella costellazione dei Gemelli, e in questo inizio di anno sarà sempre visibile per tutta la notte, transitando al meridiano all’una di notte all’inizio, e verso le 23 a fine mese. Già con un piccolo telescopio è possibile seguire il movimento orbitale dei suoi quattro satelliti più brillanti, i satelliti galileiani Io, Ganimede, Callisto ed Europa. Potremmo perciò ripercorrere le osservazioni di Galileo Galilei, annotando la loro posizione rispetto al disco del pianeta, giorno dopo giorno.
Si potranno osservare al telescopio le bande rossastre e, in condizioni di calma atmosferica, la Grande Macchia Rossa. Questo è il periodo perfetto per osservare le ombre dei satelliti che si proiettano sul disco del pianeta, transiti ed eclissi. Accadrà diverse volte, ma ci limitiamo a riportare le più importanti e facilmente osservabili.
Iniziamo subito con il primo del mese. Alle 19:14 Io apparirà alle spalle di Giove e se abbiamo pazienza di aspettare, mentre Io si allontana, Callisto, avvicinandosi verrà eclissato dall’ombra del pianeta 4 minuti dopo le 21:00. L’ombra più facilmente osservabile al telescopio sarà quella di Ganimede. Se abbiamo la forza di puntare la sveglia alle 3:00 del mattino del 7 gennaio, l’ombra di Ganimede apparirà sul disco di Giove, seguita subito dopo dal satellite stesso. Avremo modo di osservarla fin dopo le 6:00 del mattino.
Sempre il giorno 7, ma alla sera dopo le 21, sarà il turno di Io. Qui l’ombra più piccola sarà molto vicina al satellite in transito, a differenza di quella di Ganimede. Io si ripeterà alle 4:45 fino alle 7 del mattino del 13 gennaio, quando Giove sarà ormai basso sull’orizzonte ovest. Il giorno 11 gennaio, a partire dalle 18:50 Europa transiterà sul disco di Giove e così pure la sua ombra subito dopo con il pianeta che si troverà a una ventina di gradi sopra l’orizzonte est, poi Europa finirà il suo passaggio alle 21:45. E infine, da poco dopo le 21 del 26 gennaio, Callisto transiterà sul pianeta, ma la sua ombra in forte ritardo si inizierà a vedere a partire dalle 2:10 del 27 gennaio, quando Callisto avrà già superato il disco del pianeta.
La nostra Luna sarà piena il 3 gennaio alle 11:03, all’ultimo quarto il 10 del mese alle ore 16:48, Luna nuova il 18 gennaio alle 20:52 e al primo quarto il 26 del mese alle ore 5:48.
La sera del 27 il nostro satellite sfiorerà le Pleiadi. Seguendo l’avvicinamento della Luna all’ammasso, da dopo il tramonto fino a tarda notte potremmo notare effettivamente il movimento della Luna rispetto alle stelle lontane. Un binocolo potrà rendere l’osservazione più piacevole. Nelle notti senza Luna potremo godere della presenza in cielo delle splendide costellazioni invernali. Il periodo migliore per osservarle insieme agli oggetti di profondo cielo, quali ammassi e nebulose ben visibili in questa stagione, è tra il 9 e il 28 del mese.
La costellazione dell’Auriga con i suoi ammassi stellari; quella dei Gemelli con M35, bellissimo ammasso vicino al piede di Castore; la costellazione di Orione con la sua grande nebulosa M42; la costellazione del Toro con il resto della supernova M1 o nebulosa Granchio; M44, l’ammasso del Presepe, nella costellazione del Cancro, in questo periodo inizia a essere ben alto sull’orizzonte. E infine non perdetevi l’ammasso M41, sotto la stella Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore.
Proprio Sirio, dopo la Luna e Giove, sarà l’astro più brillante del cielo. Facilmente rintracciabile prolungando verso il basso le tre stelle della cintura di Orione, Sirio è anche detta stella canicola. Con una distanza di soli 8,6 anni luce ed una luminosità di ben 25 volte quella del Sole, è la stella più brillante del cielo notturno. Sebbene sia visibile in inverno, sorgendo tra fine luglio e inizio agosto insieme al Sole, nell’antichità si riteneva che potesse contribuire ad aumentare il caldo estivo.
Ma innalzamenti di temperatura a parte, volgiamo lo sguardo verso Nord, al calar della sera. La costellazione dell’Orsa Maggiore – o se preferite l’asterismo del Grande Carro – sarà bassa sull’orizzonte. Con il passar delle ore sembrerà alzarsi sulla verticale in un numero di perfetto equilibrismo, fino a iniziare una maestosa ruota intorno alla Stella Polare. Si prenderà prima l’applauso a notte inoltrata, ben dopo la mezzanotte, mostrandosi alta nel cielo quasi allo zenith. Poi completerà la ruota verso nord-ovest al sorgere del Sole.
E infine non perdete l’occasione di osservare le Quadrantidi, uno dei tre sciami meteorici più intensi, in grado di produrre oltre cento meteore all’ora. Queste meteore offrono uno spettacolo abbagliante ma di breve durata all’inizio del mese, essendo attive fino al 12 gennaio. Il picco di attività è atteso per la sera del 3 gennaio. Purtroppo, in questa notte la Luna sarà Piena e la loro visibilità sarà molto ridotta a causa della luce del nostro satellite.
E per questo mese è tutto, tra ombre, transiti ed equilibrismi ci auguriamo un nuovo anno di tante notti stellate.
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| S O L E | L U N A | |||||
| 1 dicembre | 7:20 | 16:42 | 5 dicembre | Luna Piena | 00h 13m | |
| 15 dicembre | 7:33 | 16:41 | 11 dicembre | Ultimo Quarto | 21h 52m | |
| 31 dicembre | 7:40 | 16:50 | 20 dicembre | Luna Nuova | 02h 44m | |
| Quest'anno il solstizio d'inverno cade il 21 dicembre alle h. 16:03 minuti | 27 dicembre | Primo Quarto | 20h 10m | |||
Amanti e curiosi del cielo, questo è il mese con più ore di buio e quindi sfruttiamole per meravigliarci del cielo stellato e delle amenità che ci offre. Il 21 del mese è il giorno del solstizio d’inverno, il Sole rimarrà sopra l’orizzonte per circa 9 ore soltanto e si troverà al suo punto di minima declinazione celeste. Tutte le restanti ore sono per noi.
Se all’imbrunire e nella prima parte della notte Pegaso e Andromeda e poi Perseo passano vicino allo Zenit, ben dopo cena saranno il Toro, l’Auriga, Orione e poi i Gemelli a riempirci lo sguardo di bellezza. Sono costellazioni facilmente riconoscibili.
La costellazione del Toro con il muso a V ben evidente anche grazie all’ammasso delle Iadi, l’occhio rosso di Aldebaran, il collo muscoloso completato dalle bellissime Pleiadi. E poi le due corna con in mezzo la nebulosa Granchio, resto di supernova del 1054 e oggetto studiatissimo a tutte le lunghezze d’onda, dalle onde radio ai raggi gamma.
E poi, la costellazione dell’Auriga, il Cocchiere, con la stella Elnath in comune con quella del Toro, è un grosso pentagono nel cielo con nascoste vere chicche astronomiche. Per esempio Epsilon Aurigae, il sistema binario con la stella principale supergigante di classe F0 e la compagna, che nel 2010 è stata scoperta essere avvolta da un disco sottilissimo di polveri che ci appare esattamente di taglio, rendendo così conto della strana variabilità della stella principale. L’Auriga è sede anche di tre bellissimi ammassi aperti, appena percettibili con un buon binocolo ma ben visibili anche con modesti telescopi: stiamo parlando di M36, M37 e M38.
A sinistra del Cocchiere, le due stelle Castore e Polluce ci deliziano con il loro luccichio. Sono i due astri principali dei Gemelli, bellissima costellazione anch’essa, facilmente riconoscibile dalle due stelle simili in luminosità. Vicino al piede di Castore c’è l’ammasso aperto M35, facilmente visibile con un binocolo e bellissimo al telescopio. E per non perdere l’abitudine di osservare ammassi stellari aperti, in questo periodo ce ne sono molti altri, tra i più luminosi osservati dall’astronomo Messier, sono circa una quindicina, oltre quelli già citati. Ma uno in particolare è a mio avviso molto bello e anche facile da trovare: M41, ammasso del Piccolo Alveare. Facilmente rintracciabile sotto la stella Sirio, la più brillante del cielo, è gradevolmente osservabile con un binocolo e stupendo con un piccolo telescopio. Merita un pensiero e anche uno sguardo attento.
In dicembre la Via Lattea attraversa il cielo da sudest a nordovest passando per lo zenit e il disco galattico è ricco di addensamenti stellari e nebulose. Stiamo puntando i nostri occhi in direzione dei bracci esterni, principalmente quello di Perseo e quello più esterno del Cigno. Stiamo osservando il cielo dal nostro quartiere, dallo sperone di Orione, braccio secondario che si trova tra quello più interno del Sagittario e quello periferico appunto di Perseo. Abitiamo proprio qui. Nella periferia galattica, zona minore tra due bracci a spirale ma non meno importante, zona che anche da un punto di vista scientifico merita attenzione e rispetto. ...
E allora soffermiamoci su Orione, il grande cacciatore. Spettacolare costellazione. I cieli invernali, bui e tersi, ne rendono giustizia. In questa costellazione è racchiuso quasi tutto il sapere dell’astrofisica stellare, dalla nascita alla morte dele stelle. Visto anche il periodo, concentriamo il nostro sguardo sulla grande nebulosa di Orione, la capanna dove nascono nuove stelle in questo affascinante presepe astronomico. Facile da trovare, nella Spada di Orione, sotto la cintura del cacciatore, facile da osservare, percettibile anche ad occhio nudo come una stella sfocata. Visibile con un binocolo anche in cieli inquinati dalle luci cittadine, al telescopio è semplicemente favolosa! Dalla grande nebulosa di Orione muoviamoci verso Betelgeuse, la sua spalla rossa in alto a sinistra. Nel cammino incontreremo la stella Alnitak, la stella più in basso del trittico della cintura. Lì vicino, ma visibile solo in immagini a lunga posa, c’è la nebulosa Testa di cavallo. Una conformazione di nubi oscure dalla forma particolarmente suggestiva che sembra essere stata disegnata appositamente.
Il nostro viaggio attraverso lo sperone di Orione finisce qui. Rientriamo pure a casa, all’interno del Sistema Solare, sulla nostra Terra, e godiamoci ancora per un po’ quello che il cielo di dicembre ci offre.
La Luna è piena il giorno 5 alle ore 00:13 CET, è all’ultimo quarto l’11 dicembre alle ore 21:52, è Luna nuova il 20 del mese alle ore 2:44 ed è al primo quarto il 27 dicembre alle ore 20:10.
Giove, nella costellazione dei Gemelli, è il pianeta che ci accompagnerà per tutte le notti dicembrine, visibile dalle otto di sera, al suo sorgere, fino all’alba. Il giorno 7 la Luna ci passerà vicino, accarezzando la testa di Polluce. Saturno sarà ben visibile nella prima parte della sera, verso sud all’imbrunire, per poi tramontare a ovest verso le undici di sera. E Mercurio? … A Mercurio piace la luce. Non si discosta mai tanto dal sole da essere facilmente osservabile. Chi vuole cimentarsi nella sua osservazione può cercare di guardarlo la mattina prima del sorgere del Sole. Il giorno migliore è il 7 dicembre dopo le 6 del mattino fino a circa le 7, basso sull’orizzonte est sud-est.
E per prepararci al nuovo anno, con la speranza che sia sempre migliore di quello passato, i fuochi d’artificio li possiamo osservare provenienti dal cielo. Lo sciame meteorico delle Geminidi, tra i più ricchi e belli, è attivo in dicembre dal 6 al 16. Raggiunge il picco nella notte tra il 13 e il 14 del mese. La Luna, appena passato l’ultimo quarto, sarà decrescente e rischiarerà il cielo solo nella seconda parte della notte. Quindi non dovrebbe disturbare troppo l’osservazione dello sciame. Le notti sono lunghe e avremo la possibilità di esprimere il desiderio per il prossimo anno. …
Crediti: NASA, ESA, M. Robberto (Space Telescope Science Institute/ESA) and the Hubble Space Telescope Orion Treasury Project Team - http://hubblesite.org/newscenter/newsdesk/archive/releases/2006/01/ https://www.spacetelescope.org/news/heic0601/
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| S O L E | L U N A | |||||
| 1 ottobre | 7:09 | 18:54 | 7 ottobre | Luna Piena | 05h 47m | |
| 15 ottobre | 7:24 | 18:30 | 13 ottobre | Ultimo Quarto | 20h 13m | |
| 31 ottobre | 6:43 | 17:07 | 21 ottobre | Luna Nuova | 14h 26m | |
| Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti | 29 ottobre | Primo Quarto | 17h 21m | |||
Se non sapete cosa fare dopo il tramonto e siete un po’ giù di corda, ci pensano due comete a rendere questo mese ricco di aspettative e speriamo anche di reali spettacoli celesti. Sappiate però che nulla è garantito, vista l’imprevedibilità di questi oggetti. Parliamo delle comete C/2025 A6 (Lemmon), scoperta nel gennaio di quest’anno, e C/2025 R2 (SWAN), scoperta lo scorso 11 settembre dall’omonimo strumento a bordo della sonda SOHO. Entrambe sono classificate come comete non periodiche, cerchiamo di osservarle adesso perché, a quanto attualmente stimato, sappiamo già che incontreranno nuovamente la Terra in epoche talmente future da dimenticarcene.
La cometa C/2025 A6 Lemmon, con un periodo di oltre un milione di anni, passerà al perigeo il giorno 21 ottobre, quando si troverà ad una distanza di circa 0,6 UA, cioè a 90 milioni di km da noi. Nei primi giorni del mese sarà immersa nelle luci del crepuscolo, essendo visibile da dopo il tramonto nella costellazione dell’Orsa Maggiore molto bassa sull’orizzonte nord-ovest. Poi passerà nella costellazione dei Cani da caccia a metà mese e successivamente la sua visibilità aumenterà fino al 21, quando transiterà nella costellazione del Bootes a partire dal tramonto del Sole poco prima delle 19 fino verso le 9 di sera sull’orizzonte ovest. In questi giorni, se la sua luminosità lo permetterà, sarà anche facile da trovare grazie alla presenza della stella Arturo, che ci indicherà la direzione verso cui guardare. Un binocolo o un telescopio potrebbe essere provvidenziale per poterla osservare al meglio.
L’altra, la cometa C/2025 R2 SWAN, con un periodo orbitale stimato di circa 22.500 anni, fra il 18 e il 21 ottobre passerà molto vicina alla Terra, a circa 39 milioni di km. Se la sua luminosità rimarrà piuttosto stabile, potrà diventare ben visibile anche ad occhio nudo. In ottobre la cometa attraverserà parecchie costellazioni, dalla Bilancia ad inizio mese, fino alla costellazione dell’Acquario a fine mese. Tra il 18 e il 21 ottobre, giorni di migliore visibilità, si troverà nelle costellazioni dello Scudo e al confine tra il Sagittario e l’Aquila. Volgete lo sguardo verso sud sud-ovest a partire da dopo il tramonto del Sole, fino al tramontare della cometa stessa. Anche in questo caso è consigliabile un buon binocolo e cieli lontani dalle luci cittadine e, naturalmente, un orizzonte libero da ostacoli. Nei primi giorni del mese la cometa sarà molto bassa sull’orizzonte e immersa nelle luci del tramonto. Poi con il passare dei giorni la sua osservabilità dovrebbe migliorare, sia per l’avvicinamento alla Terra sia perché angolarmente più distante dal Sole. E proprio dopo la metà del mese, approfittando anche dell’assenza della Luna, la cometa, dopo il tramonto, apparirà più alta sull’orizzonte e quindi osservabile per più tempo e con un cielo più buio, tramontando addirittura dopo le 23.
In questo mese la Luna sarà piena il 7 alle 05:47, all’ultimo quarto il 13 ottobre alle ore 20:13, Luna nuova il 21 del mese alle 14:26 e al primo quarto il 29 di ottobre alle 17:21.
Saturno rimane ancora per questo mese il pianeta osservabile per quasi tutta l’intera nottata, ben visibile di magnitudine 0,7 tra la costellazione dell’Acquario e quella dei Pesci. Con il passare dei giorni del mese anticiperà il suo sorgere e quindi anche il suo tramonto, culminando al meridiano a mezzanotte e mezza all’inizio e alle 21:20 alla fine del mese. Il giorno 5 verso la mezzanotte sarà vicino alla Luna quasi piena. Entrambi gli astri saranno ben alti sull’orizzonte in direzione sud.
Giove sarà visibile per tutto il mese nella seconda parte della notte. Con il passare dei giorni anticiperà di poco il suo sorgere, intorno alla mezzanotte. Di magnitudine -2,2 splenderà nella costellazione dei Gemelli facendo visita a Castore e Polluce. Il 14 del mese, all’incontro parteciperà anche la Luna.
Venere sarà ancora l’astro del mattino, ben visibile prima del sorgere del Sole verso est. Il 19 del mese sarà in congiunzione con una sottilissima falce di Luna decrescente. Entrambi gli astri saranno visibili a est bassi sull’orizzonte, intorno alle 6:30 del mattino.
Diamo ora uno sguardo alle costellazioni principali di questo mese, visibili soprattutto nelle notti senza il rischiarare del nostro satellite. Con lo sguardo alto sull’orizzonte e verso sud sono ben riconoscibili il grande quadrato di Pegaso e la costellazione di Andromeda alla sua sinistra. Poco distante rispetto ad Alpheratz, la stella in comune alle due costellazioni, è possibile osservare già ad occhio nudo e sicuramente con un binocolo la grande galassia di Andromeda.
Principale galassia del gruppo di galassie locale, dista da noi soltanto due milioni e mezzo di anni luce. In questa zona di cielo è possibile osservare un’altra galassia vicina: M33 - Galassia Triangolo nella costellazione del Triangolo. Anch’essa galassia del gruppo locale insieme alla galassia di Andromeda e alla nostra Via Lattea, dista da noi 2,9 milioni di anni luce mostrando la spettacolare struttura a spirale dei suoi bracci.
Spostando lo sguardo verso lo zenit incontriamo le bellissime Cassiopea e Perseo con il doppio ammasso stellare posizionato tra le due costellazioni. Mentre verso ovest le costellazioni estive stanno per tramontare, verso est sorgono quelle invernali e già nelle mezzanotti di ottobre la costellazione del Toro, con lo splendido ammasso delle Pleiadi e la costellazione dell’Auriga con la stella Capella stanno guadagnando il cielo precedendo la costellazione di Orione.
E proprio in questa ultima, per rimanere in tema cometario, è posizionato il radiante dello sciame meteorico delle Orionidi, con un periodo di attività dal 2 ottobre al 7 novembre. Il picco è aspettato nella notte tra il 20 e il 21 del mese. Questo sciame, originatosi dalla cometa di Halley, talvolta può anche dare origine a dei bolidi, ossia meteore più luminose di ogni altra stella o pianeta nel cielo.
Segnaliamo anche lo sciame delle Draconidi, formato da meteore spesso imprevedibili e che possono dare luogo a esplosioni spettacolari. Tuttavia il periodo di attività dal 6 al 10 ottobre, in concomitanza con la Luna piena, renderà difficile la loro osservazione.
Insomma, tra comete e meteore il 21 ottobre potrebbe essere una data astronomicamente memorabile. Speriamo soltanto che lo sia veramente, perché altrimenti, anziché parlarne, ci toccherà tornare a casa con la coda cometaria… tra le gambe.
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| 1 novembre | 6:45 | 17:06 | 5 novembre | Luna Piena | 14h 19m | |
| 15 novembre | 7:02 | 16:51 | 12 novembre | Ultimo Quarto | 06h 28m | |
| 30 novembre | 7:29 | 16:42 | 20 novembre | Luna Nuova | 07h 48m | |
| Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 58 minuti | 28 novembre | Primo Quarto | 07h 59m | |||
Il cielo di novembre è un cielo di passaggio. L’aumentare delle ore di buio ci permette ancora di camminare in prima serata tra le costellazioni estive del Cigno e della Lira, e con l’avanzare del buio di ammirare le costellazioni di Pegaso e di Andromeda, le meno appariscenti dell’Acquario, dei Pesci e della Balena, per aspettare l’arrivo dirompente, a notte fonda, delle costellazioni invernali quali il Toro, l’Auriga e Orione. Ma si sa ogni viaggio, anche quello tra le costellazioni del cielo, può nascondere insidie.
E così a buio inoltrato, verso la mezzanotte, in questo mese alzando lo sguardo quasi allo Zenit appaiono maestose le costellazioni di Cassiopea, con la sua forma a “W” o a “M”, e quella di Perseo. In quest’ultima c’è una stella molto particolare che, ad incontrarla, potrebbe rovinarci la nottata e farci ricordare il terrore della notte di Halloween del mese scorso. È la stella Algol o beta Persei. Il cui nome significa "testa di ghul". La stella Demone per gli anglosassoni, e per alcune tradizioni più recenti legata addirittura a Lilith, la prima moglie di Adamo, demone della tempesta ma anche simbolo dell’emancipazione femminile. Ma rimanendo nella tradizione medio orientale, la ghul è un tipo di demone jinn che attaccherebbe i viandanti come appunto noi viaggiatori del cielo. La tradizione vorrebbe che si cibasse solo di morti, ma con il tempo la sua proverbiale fame cannibalesca è stata estesa dalla fantasia anche ai viandanti vivi, e nell’attuale cultura horror il ghul è un demone un po’ zombie e un po’ mutaforma che sarebbe quantomeno da evitare… Noi lo esorcizziamo tenendo ben presente che la stella Algol è una delle prime stelle variabili scoperte. È un sistema triplo le cui due stelle principali, Algol A e Algol B, si eclissano a vicenda. Ma ogni 2 giorni, 20 ore e 49 minuti, quando Algol B passa davanti alla sua compagna più luminosa la eclissa parzialmente per circa 10 ore, provocando un calo della luminosità apparente di poco più di una magnitudine, perfettamente apprezzabile anche ad occhio nudo. Deve essere stata proprio questa variazione periodica di luminosità ad aver attratto la fantasia degli antichi osservatori del cielo fino a farle attribuire il significato demoniaco. Passata la paura, non ci resta che tranquillizzarci e puntare lo sguardo verso il doppio ammasso di Perseo. Quasi al confine con la costellazione di Cassiopea, è ben visibile ad occhio nudo e sicuramente con un binocolo o un piccolo telescopio. H- e Chi- Persei distano da noi 7000 anni luce e tra di loro solo 800, hanno un’età di 19 milioni di anni il primo e 12,5 milioni di anni il secondo. I due ammassi meritano senz’altro un’osservazione, meglio sotto cieli bui e non rischiarati dalla presenza della luna.
Non distante dal doppio ammasso, e come quest’ultimo oggetto celeste appartenente al braccio di Perseo della Via Lattea, c’è una nebulosa molto particolare nella sua forma: la nebulosa Cuore, che con il suo speciale aspetto ci riappacifica con il mondo. È visibile solo con immagini a lunga posa e insieme alla vicinissima nebulosa Anima costituisce una zona di intensa formazione stellare. Insomma, un ottimo posto per una breve sosta ristoratrice e per ripartire con il nostro viaggio verso il cielo di questo mese.
La Luna è piena il 5 del mese, alle ore 14.19, all’ultimo quarto il 12 novembre alle ore 6.28, Luna nuova il 20 alle ore 7.48 e infine al primo quarto il 28 novembre alle ore 7.59.
Il giorno 10 il nostro satellite sarà in congiunzione con Giove, entrambi nella costellazione dei Gemelli. Visibili per tutta la notte, solcheranno il cielo indisturbati a partire dal loro sorgere dopo le 22 del 9 novembre. Il 29 del mese la Luna sarà invece molto vicina a Saturno. Visibili a partire dal crepuscolo verso sud-est fino al loro tramonto verso ovest dopo la mezzanotte.
Giove sarà ben visibile per tutta la notte e anche ben luminoso, sorgendo praticamente poco dopo le 8 di sera. Il suo diametro apparente aumenterà da 40’ ad inizio mese fino a 44’ a fine novembre, rendendolo il pianeta più osservabile in questo periodo e nei prossimi mesi.
Saturno ci accompagnerà alla sera, essendo visibile nella prima parte della notte. Transiterà al meridiano poco dopo le 21 a inizio mese e verso le 19:30 a fine mese. Al transito comunque resterà a circa una quarantina di gradi sopra l’orizzonte e quindi anch’esso ben visibile. La disposizione dei suoi anelli, sempre di taglio, affievolirà la sua bellezza di pianeta inanellato… ma così è. D'altronde dopo il furto al Louvre, chi ha il coraggio di mostrare così tanti anelli preziosi? Il giorno 21 Urano sarà in opposizione, prospetticamente non lontano dalle Pleiadi. È visibile per tutto il mese e di magnitudine di poco inferiore alla 6; è potenzialmente visibile anche ad occhio nudo, anche se con difficoltà.
Da non perdere per chi sogna lontani oceani ghiacciati di colore verde-blu a base di metano ed ammoniaca.
E per finire, dal 6 al 30 novembre lo sciame meteorico delle Leonidi potrebbe riservare qualche inaspettata sorpresa. Il picco cade nella notte tra il 17 e il 18 novembre. Quest’anno la Luna nuova favorirà l’osservazione.
Il corpo progenitore è la cometa periodica 55P/Tempel-Tuttle e l’attuale tasso è di circa 15-20 meteore all’ora. Le Leonidi lasciano una lunga scia verde-blu e i suoi strascichi di vapore possono permanere nel cielo, sotto forma di estesi anelli di fumo anche per diversi minuti. Nel novembre del 1833, le Leonidi hanno prodotto la prima grande tempesta di meteore dei tempi moderni, con un tasso di meteore che raggiunse le centomila meteore all'ora.
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| S O L E | L U N A | |||||
| 1 settembre | 6:38 | 19:46 | 7 settembre | Luna Piena | 20h 09m | |
| 15 settembre | 6:52 | 19:21 | 14 settembre | Ultimo Quarto | 12h 33m | |
| 30 settembre | 7:08 | 18:55 | 21 settembre | Luna Nuova | 21h 54m | |
| Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti | 30 settembre | Primo Quarto | 01h 54m | |||
Questo mese iniziamo dalla Luna, che sarà piena il 7 settembre alle ore 20:09, all’ultimo quarto il 14 del mese alle ore 12:33, Luna nuova il 21 settembre alle ore 21:54 e al primo quarto il 30 del mese all’1:54.
E proprio il 7, la Luna sarà eclissata dalla nostra Terra che le conferirà il tipico colore rosso scuro. La fase di ombra inizierà alle ore 18:27, la totalità inizierà alle 19:30, con il massimo dell’eclissi che avverrà alle ore 20:12 e la fine della totalità alle ore 20:53. La fase di ombra terminerà alle ore 21:56 e infine l’uscita dalla penombra sarà alle 22:55.
Purtroppo per il territorio italiano la Luna sorgerà con la fase di totalità iniziata da poco, ma avremo tutto il tempo per ammirare questa eclissi. La Luna si troverà bassa sull’orizzonte Est e potremo poi seguire tutta la fase di uscita dall’ombra con la Luna che guadagnerà una ventina di gradi in altezza sull’orizzonte Sud-Est. Cercate un posto con l’orizzonte libero e attendete al calar delle tenebre il sorgere della Luna rossa. Poi con la Luna eclissata, date uno sguardo alla stella luminosa quasi allo zenith e già che ci siete strizzate l’occhio a Vega.
Passata l’eclissi non ci resta che dare uno sguardo agli altri principali aspetti del cielo settembrino. Saturno, al confine tra la costellazione dei Pesci e quella dell’Acquario, è visibile per tutta la notte. Sarà in opposizione il 21 del mese. Questo è il periodo migliore per osservarlo. Un telescopio permetterà di osservare i suoi anelli, purtroppo ancora poco inclinati per essere apprezzati nella loro maestosa bellezza. Visibili prima dell’alba verso Est, Giove e Venere saranno gli astri del mattino. E anche questo mese, dal 16 in avanti, danzeranno insieme alla Luna decrescente.
Sarà ancora il periodo delle belle costellazioni estive che fanno da quinta alla Via Lattea, ancora perfettamente visibili dal diminuire delle ore di luce, man mano che passano i giorni del mese.
Proprio il 22 del mese, infatti, è l’equinozio di autunno e il giorno e la notte avranno uguale lunghezza. Il Sole in questo giorno sorge alle 7 del mattino esattamente a Est e tramonta alle 19 a Ovest. Se avete una bussola da controllare questo è il giorno più adatto.
Dopo la metà del mese, nelle notti senza Luna, potremo dedicarci all’osservazione di costellazioni meno appariscenti delle solite quali la costellazione di Pegaso, con il suo grande quadrilatero, e quella di Andromeda con la grande galassia M31 al suo cospetto. Inoltre più basse sull’orizzonte potremo osservare le costellazioni dell’Acquario e dei Pesci.
A parte la presenza di Saturno che sta transitando prospetticamente, questa zona di cielo non è particolarmente ricca di oggetti. Ma al confine tra la costellazione dell’Acquario e della Balena, c’è un oggetto celeste classificato come NGC 7727. Piuttosto debole, di 11a magnitudine e distante 89 milioni di anni luce, è un’isola celeste formata da una spettacolare collisione cosmica. È nata dalla fusione di due galassie, un evento iniziato circa un miliardo di anni fa. Al centro è presente la coppia di buchi neri supermassicci più vicini mai trovati, due oggetti destinati a fondersi in un buco nero ancora più grosso.




