Nome latino: Mensa (Mensae) - Men
Coordinate: A.R. 5,5 h; Dec.: -80°
Superficie: 153° quadrati
Fascia di osservabilità: Lat. -90°/0°
Passaggio al meridiano: gennaio
Stella alfa: alpha Mensae
È una delle 88 costellazioni moderne, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille con il nome Mons Mensae con riferimento alla Table Mountain

È una delle 88 costellazioni moderne, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille con il nome Mons Mensae con riferimento alla Table Mountain (Montagna Tavola) in Sudafrica, dove Lacaille fece alcune importanti osservazioni del cielo meridionale.

Alfa Mensae, di mag. 5,08, è una nana gialla distante appena 33 anni luce; è una delle stelle simili al Sole più vicine.

Stelle doppie

Gamma Mensae, di mag. 5,18, è una stella arancione che ha una compagna prospettica (bianca) di decima magnitudine, la cui separazione le consente di essere osservata tramite uno strumento che sia in grado di rivelare stelle di decima o undicesima grandezza. Dista 101 a.l.

HD 33519, è una doppia ottica le cui componenti, l’una arancione (di mag. 6,29) e l’altra gialla (di mag. 10,65) sono separate di 46,4 secondi d’arco. La coppia dista poco più di 1.000 a.l. dalla Terra.

HD 51320 è composta da due stelle giallastre di settima e nona magnitudine, risolvibili con strumenti di media potenza; un telescopio con forti ingrandimenti è in grado di mostrare che la componente primaria è a sua volta una doppia, con componenti di magnitudine 7,31 e 9,35.

Stelle variabili

U Mensae, variabile semiregolare la cui luminosità oscilla tra mag. 7 e mag. 10 in un periodo medio di 407 giorni.

TZ Mensae (31 Men), variabile ad eclisse con oscillazioni di luminosità comprese tra mag. 6,19 e mag. 6,87 in un periodo di 8,57 giorni. Dista 350 a.l.

WX Mensae, variabile semiregolare con minime oscillazioni di luminosità, tra mag. 5,72 e mag. 5,87. Distanza stimata 1.045 a.l.

Stelle peculiari

Pi Mensae, di mag. 5,67, è una sub-gigante gialla attorno alla quale orbitano almeno tre pianeti. Dista 60 a.l. ed è una stella con massa e raggio leggermente superiori a quelli del Sole, temperatura di circa 6.000 K e una età stimata compresa tra 2 e 4 miliardi di anni.

-        Nel 2001 è stato scoperto, con il metodo della velocità radiale, un pianeta gigante gassoso orbitante attorno a questa stella; di massa 12 volte superiore a quella di Giove, Pi Mensae b impiega 2091 giorni a compiere una rivoluzione (su un’orbita molto eccentrica), a una distanza media di 3,38 UA. Considerata la sua grande massa, potrebbe trattarsi di una nana bruna piuttosto che un pianeta gigante, in grado di innescare la fusione del deuterio al suo interno.

-        Nel 2018 è stato scoperto una secondo pianeta (Pi Mensae c) che consisterebbe in una super-terra o un nano gassoso avente diametro di circa 2,14 volte la Terra, massa di 4,82 volte e orbitante a circa 0,07 UA. È stato il primo esopianeta osservato dal telescopio spaziale TESS, a seguito del compimento del suo primo settore di osservazione.

-        Nel marzo 2022 è stata annunciata la scoperta di un terzo pianeta, Pi Mensae d, posto a una distanza intermedia rispetto agli altri due pianeti, avente un periodo orbitale di circa 125 giorni e una massa minima di 13,38 masse terrestri

Ammassi stellari

NGC1841, di mag. 11,43, è un ammasso globulare situato nei pressi del Polo Sud celeste e quindi osservabile tutto l’anno dall’emisfero australe. Necessita di strumenti di almeno 150 mm di apertura per essere osservato.

NGC2122, di mag. 10,43, è un ammasso stellare immerso in una nebulosità diffusa, situato al confine con la costellazione del Dorado. Già visibile con binocoli di 80 mm di apertura o piccoli telescopi.

IC2140, di mag. 13,48, è anch’esso un ammasso globulare che, al pari del precedente, è situato nei pressi del Polo Sud celeste. Data la sua minore luminosità necessita di strumenti di almeno 250 mm di apertura per essere osservato.

Nebulose

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Galassie

Grande Nube di Magellano (LMC – Large Magellanic Cloud) o PGC17223, situata principalmente nella costellazione del Dorado, sconfina in piccola parte nella Mensa.

È una galassia nana, probabilmente satellite della Via Lattea, e la più grande delle due Nubi di Magellano. Data la sua relativamente breve distanza di soli 48 kpc (160.000 al), è la galassia più vicina alla Via Lattea dopo la Nana Ellittica del Cane Maggiore 12,9 kpc (42.000 al) e quella del Sagittario 16 kpc (52.000 al).

La Grande Nube di Magellano ha una massa equivalente a circa 10 miliardi di volte quella del Sole, pari a circa un decimo della massa della Via Lattea, ossia circa 20 miliardi di stelle; con un diametro di circa 14.000 anni-luce è dunque anche la quarta galassia più grande del Gruppo Locale, dopo quella di Andromeda, la via Lattea e la galassia del Triangolo.

Sebbene la Grande Nube sia spesso considerata una galassia irregolare, essa contiene una barra di notevole spessore che attraversa il suo centro che suggerisce che in origine si trattasse di una galassia spirale barrata la quale, a causa delle grandi forze mareali dovute all'interazione con la nostra Galassia e con la Piccola Nube di Magellano, abbia subito delle deformazioni.

È visibile a occhio nudo come un debole oggetto nel cielo notturno dell'emisfero australe della Terra, al confine tra le costellazioni del Dorado e della Mensa. È chiamata così in onore di Ferdinando Magellano che la osservò assieme alla sua compagna (la Piccola Nube di Magellano) nel suo viaggio di circumnavigazione terrestre.

IC2051, di mag. 12,32 è una galassia spirale barrata situata nei pressi del Polo Sud celeste. Osservabile con strumenti di almeno 200 mm di apertura.

PLCKESZ G286.6-31.3, è un ammasso di galassie situato prospetticamente nella costellazione della Mensa, ai margini della Grande Nube di Magellano, alla distanza di circa 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra. L’ammasso, che ha una massa stimata in 530.000 miliardi di masse solari, è composto da circa 1000 galassie unitamente alla presenza di materia oscura e abbondanti quantità di gas caldo.