Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


VERGINE




Vergine


Per dimensioni la Vergine è la seconda costellazione in ordine di grandezza dopo l’Idra. La tradizione di identificare il gruppo di stelle che compongono la costellazione con la figura della donna alata che regge in mano una spiga di grano risale probabilmente al periodo compreso tra il 6540 e il 4380 a.C., quando il solstizio d’estate coincideva con la levata eliaca della costellazione. Inoltre nello stesso periodo molte culture primitive cominciarono a evolvere da semplici comunità di cacciatori a quelle di agricoltori e allevatori.
Per gli antichi egizi la costellazione raffigurava la dea Iside nell’atto di reggere nella mano destra un sistro, per simboleggiare il suono, la parola e nella sinistra un acquamantile a simboleggiare la sua funzione di dispensatrice di acqua o nuova vita. Fra gli altri simboli legati a questa figura c’erano anche le spighe di grano, simbolo del ciclo vita-morte-vita.

Per i greci invece la figura era identificata con la dea Demetra (o Cerere, per i romani). Anche in questo caso la dea veniva raffigurata con una spiga in mano simbolo del ciclo della vita: il grano sepolto nella terra rinasceva in primavera come spiga che poi ritornava alla terra per generare nuove spighe.
Cerere aveva una figlia, Persefone, alla quale era molto legata; un giorno Persefone scomparve e Cerere, disperata, cominciò a cercarla ovunque dimenticando i suoi compiti.
La Terra si trovò a dover affrontare un inverno con conseguenze disastrose per i raccolti.
Apollo riferì a Cerere di aver visto Plutone rapire Persefone e portarla nel suo regno sotterraneo.
Giove, preoccupato per la sorte dell’umanità, chiese a Plutone di liberarla ma nel frattempo Persefone aveva mangiato alcuni semi di un melograno degli inferi che la obbligavano a rimanere e divenirne la regina.
Giove, esperto in compromessi, ordinò allora che Persefone rimanesse quattro mesi dell’anno con Plutone e i restanti otto con la madre Cerere.
Così il periodo speso con Plutone divenne l’inverno e il periodo speso con Cerere il tempo della semina e della crescita.

Numerosi altri sono i miti cui la costellazione della Vergine è legata. Essa rappresenterebbe Erigone, la figlia di Icario, che s'impiccò ad un albero alla morte del padre e fu poi trasformata in costellazione (si veda il mito del Cane Maggiore).
Oppure sarebbe Parteno, figlia d'Apollo e Crisotemi, morta giovane e portata da Apollo fra le gemme celesti.
Più verosimilmente, però, rappresenta Astrea (nota anche come Dike) la Giustizia, figlia di Zeus e di Temi, che diffondeva fra gli uomini la bontà e la giustizia al tempo dell'Età dell'oro. Ma, finita la mitica età ed essendosi la malvagità impadronita del mondo, Dike prese ad odiare gli uomini e volò in cielo.

Julius Schiller trasformò la figura della costellazione in quella dell’apostolo San Giacomo Minore.

La alfa Virginis è chiamata Spica, in quanto indica la spiga di grano che viene tenuta in mano dalla Vergine. Per la sua vicinanza al circolo dell’eclittica Spica veniva utilizzata come riferimento per le coordinate di navigazione dai marinai. ß Virginis è invece detta Vindemiatrix, ovvero vendemmiatrice in quanto nell’antichità il suo primo sorgere indicava l’inizio del periodo delle vendemmie.


 

Triangolo                                                                                                                  
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2009
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