Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


M 45





Credit: NASA/ESA/AURA/Caltech

(CLIC sull'immagine per visualizzare i nomi delle stelle)


Nome: Pleiadi o Le Sette Sorelle
Tipo di oggetto: ammasso aperto con nebulosa a riflessione
Costellazione: Toro
Coordinate (2000): A.R. 03h 47,0min; Dec. +24° 07'
Distanza: 375 a.l.
Magnitudine visuale: 1,2
Dimensioni apparenti: 110'
Dimensioni reali: 13 a.l.

Conosciute fin dall'antichità, le Pleiadi sono associate alle figlie di Atlante e Pleione nella mitologia classica, ma hanno ricoperto un ruolo importante in molte culture:
- Gli aborigeni australiani credevano che le Pleiadi rappresentassero una donna che aveva subito soprusi dal signore della Luna, Kidili.
- Per i Maori della Nuova Zelanda sono chiamate Mataariki ed annunciano, con il loro sorgere ad oriente, l'inizio del nuovo anno.
- Per i Nativi Americani, il numero di stelle delle Pleiadi visibili ad occhio nudo erano un vero e proprio test visivo.
- Nel mito indù, le Pleiadi (Trittika) sono le sei madri del dio della guerra, Skanda, che per ognuna di loro ha sviluppato sei facce.
- In Giappone erano conosciute con il nome di Subaru, oggi assegnato anche al Telescopio Nazionale Giapponese e forse maggiormente noto per indicare il marchio di una nota fabbrica di automobili.

La classificazione di questo oggetto all'interno del catalogo di Messier, seppur ampiamente giustificata, è origine di un piccolo mistero: è infatti impensabile che un ammasso così evidente e ricco sia stato incluso nell'elenco affinché altri astronomi evitassero di confonderlo con una cometa (tale era infatti la motivazione originaria sulla stesura del catalogo). Perché allora non inserire anche oggetti del tipo del Doppio ammasso del Perseo o le stesse Iadi?

Le Pleiadi rappresentano sicuramente il più brillante e famoso ammasso aperto del cielo, formato da luminose stelle bianche e blu la cui età è sempre stata stimata inferiore a 100.000.000 di anni ma che alcune stime recenti inducono a ritenere si avvicini a 150.000.000 di anni.
All'interno dell'ammasso, la cui forma ricorda, seppur in misura ridotta, gli asterismi del Grande e del Piccolo Carro, sono presenti anche numerose nane brune (che potrebbero arrivare a rappresentare addirittura il 25% dell'ammasso) e alcune nane bianche, la cui origine sarebbe da ricercare nello stadio evoluto di  stelle massicce appartenenti a sistemi binari.
Naturalmente, il moto proprio dell'ammasso lo porterà fra molti millenni a mutare aspetto e posizione rispetto alla Terra, facendolo transitare prospetticamente al di sotto del piede di Orione; allo stesso modo i membri dell'ammasso non resteranno vincolati in eterno dalla reciproca attrazione gravitazionale ma in parte verranno espulsi dopo incontri ravvicinati, mentre altri verranno derubati di parte della loro materia da campi gravitazionali mareali. Si stima che occorreranno 250.000.000 di anni perché l'ammasso si disperda.
L'intero ammasso è immerso in una nebulosa a riflessione azzurra che si riteneva un residuo del processo di formazione dell'ammasso stesso ma, essendo passato troppo tempo dalla formazione stellare, non è pensabile che tale materiale possa essere ancora presente per cui è più logico pensare che le stelle stiano attraversando una regione nella quale la nebulosa era già presente.

Le stelle principali dell'ammasso sono quelle che portano il nome delle Sette Sorelle della mitologia e dei loro genitori. Esse sono:
Alcyone (h Tauri) - di mag. 2,85, con una temperatura superficiale di 13000 K e un diametro di quasi 10 diametri solari; è anche l'unica ad essere contrassegnata da una lettera di Bayer. Dista 368 a.l.
Celaeno (16 Tauri) - di mag. 5,45, ha una magnitudine assoluta 57 volte quella del Sole ed un diametro di 2,8 diametri solari. Dista 335 a.l.
Electra (17 Tauri) - di mag. 3,72, temperatura superficiale di 14000 K, diametro pari a 6,2 volte quello del Sole. E' una binaria spettroscopica con una compagna invisibile che le orbita attorno in poco più di 100 giorni ad una distanza media di 0,7 U.A. Dista 370 a.l.
Taigeta (19 Tauri) - di mag. 4,30, ha un diametro di 4,3 volte quello del Sole e dista 373 a.l.
Maya (20 Tauri) - di mag. 3,87, ha una temperatura superficiale di 12600 K e un diametro di 7,2 volte quello solare. Dista 360 a.l.
Asterope (21 Tauri) - di mag. 5,76, ha un diametro di 2,7 diametri solari e dista 390 a.l.
Merope (23 Tauri) - di mag. 4,14, ha una temperatura superficiale di 14000 K ed un diametro di 5,8 volte quello del Sole. Dista 360 a.l.
Atlante (27 Tauri) - di mag. 3,62, ha una temperatura superficiale di 12300 K e un diametro di 6,4 volte quello del Sole. Ha un compagno di mag. 7 che gli orbita attorno in circa 150 anni; è anche una binaria spettroscopica con periodo di 1254,7 giorni. Dista 380 a.l.
Pleione (28 Tauri) - di mag. 4,77, ha una temperatura superficiale di 12000 K e un diametro di 3,3 volte quello del Sole. E' una variabile del tipo g Cassiopeiae e dista 390 a.l.

Il numero di stelle visibili ad occhio nudo in condizioni di buona visibilità va da un minimo di 5-6 ad un massimo (potenziale) di 14, ma questo numero cresce in modo esponenziale con l'ausilio di strumenti ottici; le condizioni ideali si possono ottenere con l'uso di un buon binocolo, che permette di dare una visione di insieme veramente entusiasmante (non ottenibile con nessun telescopio, anche se piccolo).
Se poi si utilizzano strumenti fotografici, con riprese a lunga posa, il numero delle stelle arriva tranquillamente a superare il migliaio.




 

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Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2008
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