Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


GEMELLI




Gemelli


Precedentemente al 5744 a.C. l’equinozio primaverile appariva proiettato in questa costellazione in una posizione intermedia tra le due stelle che oggi conosciamo come Castore e Polluce. Gli antichi astronomi usarono queste due stelle per simboleggiare la eguale durata del giorno e della notte in corrispondenza dell’equinozio primaverile.
Solo in epoca greco-romana la rappresentazione che si dava della costellazione, i due gemelli Castore e Polluce, assunse la fisionomia attualmente nota. Julius Schiller nella sua opera Coelum Stellatum Christianum stravolse l’immagine della costellazione sovrapponendovi quella di San Giacomo Maggiore.

La nascita di questa costellazione è legata a quella del Cigno e ad una delle tante relazioni extraconiugali di Zeus.
Il dio, questa volta, s'innamorò di Leda, la virtuosa moglie di Tindaro, eroe spartano. Leda fuggiva da Zeus, allora questi, per possederla ugualmente, si trasformò in un Cigno e le volò in grembo mentre ella si lavava presso un fiume.
La tradizione vuole che la notte che seguì quel giorno, Leda si unisse carnalmente anche col marito. Da questa duplice unione, con un dio e con un mortale, nacquero quattro gemelli, due di stirpe mortale, Castore e Clitennestra, e due di stirpe divina, Polluce ed Elena.
Peraltro, il nome con cui sono globalmente chiamati Castore e Polluce, Dioscuri, significa "figli di Zeus". Dei due, Castore è soprattutto un forte guerriero, Polluce un eccellente pugilatore.
I due trovarono la morte durante una lite con i cugini Ida e Linceo, per la divisione del bottino procurato da una razzia di bestiame. Castore fu ucciso da Ida e Polluce uccise Linceo. Zeus, allora, uccise Ida con un fulmine e offerse a Polluce di salire nell'Olimpo con lui.
Ma Polluce non voleva separarsi dal fratello, destinato agli inferi, e Zeus, allora, concesse loro di restare ciascuno metà del tempo sotto la terra e metà nel cielo.

Per i romani, i Dioscuri, erano i protettori nella battaglia, numi tutelari dell'ospitalità ed anche protettori dei marinai nelle tempeste.

Un’altra versione del mito dice che entrambi si unirono agli Argonauti guidati da Giasone alla ricerca del Vello d’Oro.
Durante il viaggio si scatenò un tremendo uragano che rischiava di affondare la nave quando improvvisamente apparve una luce sopra le teste dei due gemelli (il fuoco di sant’Elmo); all’istante la tempesta si placò.
Ai gemelli venne attribuito il merito di aver salvato la nave e la loro figura dipinta sulle navi venne considerata di buon auspicio dai marinai.
Successivamente Castore venne ucciso in battaglia e Polluce, distrutto dal dolore, chiese a Giove di poter rinunciare alla sua immortalità per raggiungere il fratello nell’Ade.
Commosso da tanta devozione, Giove pose i gemelli nel cielo.


 

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Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2009
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