Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


DELFINO




Delfino


Due sono i miti greci legati a questa costellazione. Il primo narra che Poseidone come sua moglie scelse una delle Nereidi, Anfitrite, la quale però era contraria alle nozze. Anfitrite per sfuggire alla corte ossessionante di Poseidone si nascose sul monte Atlante. Il dio incaricò alcuni uomini tra i quali un certo Delfino di convincere la nereide ad accettarlo come compagno. Delfino fu il più convincente di tutti e per riconoscenza il dio pose fra le stelle l’immagine del delfino.

Un’altra tradizione ci informa che l’immagine del delfino fu posta in cielo da Dionisio per rammentare a tutti gli uomini il castigo inflitto ad alcuni marinai etruschi. Questi avevano il compito di condurlo a Nasso dove lo avrebbero accolto le ninfe destinate ad allevarlo, ma durante il viaggio lo rapirono, con l’intenzione di chiedere un sostanzioso riscatto. Il dio accortosi di quanto stava accadendo, intonò una misteriosa e dolce melodia che ipnotizzò i rapitori che si misero a danzare fra loro fino a quando si gettarono in mare trasformandosi in delfini.
Un’altra versione di questo mito sostituisce alla figura di Dionisio quella di Arione, musico di Lesbo.
Durante un viaggio dalla Sicilia a Corinto, i marinai della nave che lo trasportava complottarono per ucciderlo e rubargli il denaro che aveva guadagnato col canto.
Apollo gli apparve in sogno svelandogli il complotto e promettendogli il suo aiuto. Al momento dell'aggressione, Arione chiese ai nemici di concedergli la grazia di cantare per l'ultima volta.
Alla sua voce, dei delfini uscirono dal mare e Arione, fidando nell'aiuto del dio, si buttò in acqua. Un delfino lo portò sul dorso fino a riva. Apollo, in segno di riconoscenza, portò il Delfino in cielo.

Ci sono però altri riferimenti; tra gli ebrei antichi la costellazione rappresentava il pesce di Giona.

Nota:
Molto interessante e poco noto è il fatto che le due stelle alfa e beta vennero riportate all'inizio del XIX secolo dal Piazzi con i nomi di Sualocin e Rotanev; molti astronomi, anche attuali, si sono scervellati per cercarne l'origine, certamente araba. Invece è uno scherzo giocatoci dal Piazzi medesimo.
I due nomi letti a rovescio, diventano Nicolaus Venator, nome latinizzato di Niccolò Cacciatore, allora assistente del Piazzi all'Osservatorio di Palermo e suo successore nella direzione.


 

Corvo                                                                                                                  Dragone
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2009
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