Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


CIGNO




Cigno


Nella mitologia questo gruppo di stelle si ricollega al cigno nel quale si era trasformato Giove per conquistare i favori di Leda.
Nella Tessaglia viveva Leda, la bellissima e virtuosa moglie di Tindaro, eroe spartano. Zeus, indispettito da tanta fedeltà, volle a tutti i costi sedurla.
Naturalmente Leda gli sfuggiva, ma un giorno, mentre ella si lavava presso un fiume, il dio, assunte le sembianze di un bellissimo cigno, le volò in grembo e si congiunse con lei.
La notte che seguì quel giorno, Leda si coricò anche con il marito. In seguito a quella doppia unione, con un dio e con un mortale, Leda partorì quattro gemelli.
I primi due, Castore ed Elena, di natura divina e gli ultimi due, Polluce e Clitennestra, di natura mortale. Castore e Polluce, i Dioscuri, sono descritti ampiamente nel mito dei Gemelli, Clitennestra sposò Agamennone, re di Sparta, mentre Elena fu causa della guerra di Troia, ma questa è un'altra storia ...

Un'altra tradizione si rifà invece al mito di Fetonte e al suo sfortunato viaggio con il carro infuocato del Sole: un giorno Fetonte, figlio di Apollo, decise di guidare il carro celeste del padre sul quale era posto il Sole.
Apollo si raccomandò di non avvicinarsi troppo alla Terra poiché il calore del Sole l'avrebbe bruciata.
Durante il tragitto però Fetonte perse il controllo dei cavalli avvicinandosi troppo al suolo e causando incendi ovunque; per salvare l'umanità Zeus fu costretto a lanciare una saetta contro Fetonte, uccidendolo all'istante.
Il corpo di Fetonte cadde nel fiume Eridano; Cigno, il suo miglior amico, si tuffò ripetutamente nelle sue acque alla disperata ricerca del corpo ma senza riuscirci.
Zeus rimase così colpito da tanta devozione da trasformarlo in un cigno per poter continuare la ricerca con più facilità; inoltre gli riservò un posto nel cielo dentro il luminoso sentiero della Via Lattea.
Eratostene la cita con questo nome, mentre Ipparco e Tolomeo, parlando della costellazione, usano il nome generico di "uccello".

Non sempre però queste stelle sono state associate a vicende così eccezionali o ad un uccello così elegante. Gli Arabi vedevano in esse un piccione o una gallina e quest'associazione venne usata per diversi secoli, cioè per quasi tutto il Medioevo, finché con il Rinascimento si affermò la versione latina del Cigno. A conferma di ciò, la stella alfa di questa costellazione, Deneb, deve il suo nome all'arabo Dheneb-ed-Dajajeh, che significa "la coda della gallina".

Con queste confusioni e dato che quello che colpisce a prima vista è la forma a croce, non ci si deve meravigliare se lo Schiller nel 1627 tentasse di sostituire all'antico nome pagano quello di la "Croce sostenuta da sant'Elena", la madre dell'imperatore Costantino, alla qualle viene attribuito il ritrovamento della Croce medesima, smarrita per tre secoli. Nonostante ciò alla fine prevalse il nome che oggi usiamo.


 

Chioma di Berenice                                                                                                                  Cocchiere
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2009
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