Gruppo Astrofili Volontari Ingauni


...io questo ciel che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio...

La sera del dì di festa (Giacomo Leopardi)


ARIETE




Ariete


Il mito più famoso legato a questa costellazione è collegato alle leggende su Atamante, re di Coronea in Beozia. Questi sposò in prime nozze Nefele che gli diede due figli: Frisso ed Elle. Successivamente Atamante ripudiò la moglie per sposare Ino, dalla quale ebbe altri due figli. Ino gelosa dei suoi figliastri architettò un piano per farli uccidere. Convinse le donne del paese a tostare tutti i chicchi di grano che dovevano essere usati per la semina, rendendoli sterili. Atamante preoccupato per la grave carestia che aveva colpito il suo regno, inviò dei messaggeri a Delfi per consultare l’oracolo. I suddetti, sobillati da Ino riferirono ad Atamante che la carestia sarebbe terminata solo se avesse sacrificato i suoi due primi figli, Frisso ed Elle.
Venuta a conoscenza di ciò Nefele inviò un ariete alato dal vello d’oro, a rapire i suoi due figli per metterli così in salvo. Durante la fuga Elle scivolò in mare dalla groppa dell’animale e morì in seguito alla caduta. In suo onore il tratto di mare in cui avvenne la tragedia fu chiamato Ellesponto. L’altro figlio invece si mise in salvo e una volta giunto a destinazione sacrificò l’ariete a Zeus e appese il vello su una quercia in un bosco sacro ad Ares. A sua volta Nefele fece porre l’immagine dell’Ariete in cielo.
Un simile sacrificio ricorda molto da vicino il rituale compiuto dai pastori su una montagna durante l’equinozio di primavera, per propiziare nuove piogge.
Molto si è scritto sull’origine di questa costellazione e le spiegazioni non sono del tutto convincenti; si dice, ad esempio, che il suo nome fosse pure di Crisomallo (cioè il vello d'oro) e quindi esso sarebbe associato addirittura alla spedizione degli Argonauti.
Altri riportano che esso indichi il nome di una ninfa, Amaltea, che nutrì Giove di miele e di latte di capra, in un antro del monte Itteo.
In un altro mito lo stesso nome è dato alla capra stessa, da cui fu nutrito il piccolo Zeus e la si immaginò assunta in cielo fra le stelle e stillante nettare ed ambrosia dalle corna (il mito è collegato anche alle costellazioni dell'Auriga e del Capricorno).
In una leggenda posteriore, la ninfa riempì con fiori e frutta un corno spezzato della capra e lo offrì a Zeus (da cui Cornucopia).

Nel corso del 17° secolo Julius Schiller intraprese un fallimentare tentativo di cristianizzare le figure dello zodiaco trasformandole in quelle dei dodici apostoli. La figura zodiacale dell’ariete fu sostituita da quella dell’apostolo Pietro.

Nota:
Si osservi che Amaltea è il nome dato al quinto satellite di Giove.


 

Aquila                                                                                                                  Balena
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2009
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